Ticino e Grigioni
Siccità in Svizzera

Alpeggi senz’acqua e fieno dimezzato, scatta l’allarme anche in Ticino

I contadini fanno i conti con il caldo. Pedrini (UCT): “Emergenza”. Grigioni: previsti raccolti nettamente inferiori. Il Piemonte chiede aiuto per l’irrigazione

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Canicola: soffre il mondo contadino

SEIDISERA 13.07.2026, 18:00

Di: SEIDISERA-Umberto Gatti/Grigioni Sera-Luca Beti/ATS/joe.p. 

I contadini sono alle prese con i contraccolpi del caldo in Svizzera. Gli alpeggi sono senza acqua e hanno difficoltà nella produzione di fieno: una situazione che sta colpendo anche il Ticino anche se per il momento in misura leggermente minore rispetto al resto del paese. Umberto Gatti di SEIDISERA oggi è andato a Chiggiogna per intervistare il presidente dell’Unione contadini ticinesi (UCT): ecco la sua intervista ad Omar Pedrini.

Omar Pedrini ha appena terminato adesso di fare fieno: qual è la situazione?

“Ma stavamo raccogliendo il secondo taglio e la situazione è triste. Ci si inizia a preoccupare seriamente sul prosieguo della stagione, sia a casa che sull’alpe”.

Quali possono essere le conseguenze?

“Manca il foraggio per questo inverno. Già col primo taglio, nelle valli specialmente rispetto al piano, abbiamo subito una perdita che va dal 30 al 50% di raccolto legato al periodo aprile-maggio. Poi la siccità ha fatto sì che il secondo taglio non crescesse. E questo problema si generalizza in parte anche sul resto del cantone”.

Problemi di foraggio. E sull’Alpe manca acqua e l’erba non cresce...

“Sì, ci sono problemi principalmente di foraggio anche sugli alpeggi. C’è scarsità, c’è siccità. E per quanto riguarda il foraggio, alcuni alpeggi hanno anche problemi di approvvigionamento idrico: al momento però per fortuna sono in pochi. Quello che preoccupa è che se non dovesse girare la situazione meteorologica, almeno con i temporali serali, abbiamo il rischio di dover scendere anzitempo dagli alpeggi e trovarci senza foraggio a casa con le vacche in anticipo in stalla. E per molte aziende questo può essere un colpo in parte anche fatale”.

Ci sono soluzioni? Sarà necessario comprare foraggio?

“Chi può - e dove se ne trova - sta cercando già di acquistare delle scorte. Chiaro: è una situazione che non tocca solo il Ticino, ma la Svizzera e in parte anche paesi limitrofi. Dunque il mercato è un po’ ristretto, i prezzi iniziano a salire e comunque per comperare bisogna avere la disponibilità economica. Dal lato politico-associativo però stiamo lavorando: avremo a breve degli incontri con la sezione dell’agricoltura per capire che strumenti e che misure possano essere messe in atto a sostegno di chi sarà in difficoltà”.

Si può già parlare di emergenza?

“Per quanto riguarda la quantità di foraggio, in determinate zone del Ticino, credo che si possa già parlare in parte di emergenza. Noi abbiamo attualmente il 60% di scorte rispetto a quello che dovremmo avere in azienda in questo periodo dell’anno per far fronte all’inverno. Dunque, sotto certi aspetti, una parte di emergenza c’è già”.

Questa situazione si sta ripetendo da alcuni anni: rischia di essere un problema reale sul lungo periodo?

“L’ultima situazione problematica, così pesante, legata alla siccità l’abbiamo avuta tre-quattro anni fa. Chiaramente bisogna lavorare con gli strumenti e la tecnica disponibili al giorno d’oggi per far fronte a queste problematiche. E questo anche nelle scelte delle semine e di cosa mettere a dimora. Bisogna far fronte ad una situazione che è in evoluzione. Si continua a parlare di cambiamenti climatici e nessuno li vuole negare. Io credo che in parte si possano mitigare. Ma in parte credo che invece dobbiamo imparare a conviverci. E che dobbiamo capire come fare per poterci convivere”.

E proprio in quest’ottica Omar Pedrini, presidente dell’Unione Contadini ticinesi, come anche altri contadini, ha iniziato una sperimentazione di nuove tipologie di sementi che possano garantire foraggio anche nei momenti di forte siccità.

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Grigioni sera

Grigioni sera 13.07.2026, 19:00

Rolf Hug del Plantahof: “Prevediamo raccolti nettamente inferiori”.

Forse mai come in questi giorni rivolgiamo così spesso lo sguardo al cielo in cerca di nuvole cariche di pioggia. A farlo sono soprattutto gli agricoltori. L’erba cresce a fatica, diverse colture soffrono e anche sugli alpeggi - come detto - c’è grande preoccupazione per la carenza di foraggio e d’acqua per abbeverare il bestiame. Luca Beti di Grigioni Sera ne ha parlato con Rolf Hug, responsabile delle tre aziende agricole e dell’alpeggio della scuola agraria Plantahof di Landquart.

“La forte siccità - afferma Rolf Hug - interessa ormai tutto il cantone dei Grigioni e gran parte della Svizzera. Già in primavera ha piovuto poco, ma la situazione era meno grave a causa delle temperature più basse. Il raccolto del fieno è stato dunque discreto. Ora però l’erba cresce a fatica, sia per le temperature elevate sia per la mancanza di precipitazioni. Anche altre colture come mais, patate ed ortaggi soffrono. Senza irrigazioni le rese saranno molto basse. Un piccolo vantaggio riguarda i cereali: un clima secco facilita il raccolto attualmente in corso. Complessivamente prevediamo però raccolti nettamente inferiori”.

“In molte aziende e località - conclude Hug - la soglia critica è già stata raggiunta. In alcuni casi è stata persino superata. In diversi prati il manto erboso è completamente riarso e avrà bisogno di tempo per rigenerarsi. Anche altre colture potrebbero essere ormai compromesse. La situazione però non è uguale ovunque. Molto dipende dalla possibilità di irrigare e dalle precipitazioni future. Spero che arrivino presto dei temporali, magari già domani“.

Piemonte senza acqua: chiesto aiuto a Valle d’Aosta e Ticino

“Non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d’Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l’uso agricolo”. Lo afferma il governatore Alberto Cirio, che lunedì ha riunito in Regione il Tavolo per l’emergenza idrica. “Il caldo e l’assenza di piogge - sottolinea Ciro - stanno determinando un’emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura. Un centinaio di Comuni hanno già fatto ordinanze per regolare la gestione dell’acqua potabile, e in montagna ci sono località in cui intervengono le autobotti”.

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