"Per me è stato tutto come un grande déja-vu... Il fatto di ricevere le chiamate, di restare sveglia tutta la sera a guardare le informazioni alla TV, di aggiornare lo stato di Facebook, di assicurare a tutti che sto bene. Mi è sembrato così irreale..."
Laura Lafranchi - intervistata dalle Cronache della Svizzera italiana - era a Nizza lo scorso luglio, quando la città venne sconvolta dall'attentato costato la vita a 86 persone. E proprio ieri lavorava a Berlino in una bancarella del mercatino travolto dal camion. La giovane ticinese non lo ha fortunatamente visto, dal momento che era rimasta nella zona solo fino a metà pomeriggio. Ma ha dovuto ugualmente vivere, e per la seconda volta, il clima di panico sorto dopo questo nuovo attentato con una dinamica analoga a quello sferrato nella città francese.
L'area del mercato isolata ieri dalle forze dell'ordine
Giunta a Berlino per perfezionare il suo tedesco, la 19enne rientrerà in Ticino domani (mercoledì). Intanto, ancora scombussolata, si trova a dover fare i conti con tanti interrogativi senza risposta. Confrontata non una, ma ben due volte ad uno scenario di terrore. "È stato proprio un colpo di fortuna perché potevamo benissimo essere lì.... Mi sono sentita graziata proprio per la seconda volta...".
CSI/ARi






