Non vi sono, per il momento, svizzeri implicati nell’attacco di lunedì sera a Berlino, dove un camion è piombato tra le persone che affollavano un mercatino di Natale, uccidendo 12 persone e ferendone una cinquantina. Lo ha confermato il Dipartimento degli affari esteri alla RSI.
Simonetta Sommaruga, a nome del Consiglio federale, ha da parte sua condannato duramente martedì l’attentato, affermando di essere “scioccata e triste”. “ I miei pensieri – ha aggiunto – vanno alle vittime e alle loro famiglie".
FedPol in contatto con le autorità tedesche
Anche la Svizzera, dunque, segue da molto vicino quanto accaduto nella capitale tedesca; il servizio delle attività informative (i servizi segrete elvetici) ci ha confermato che la Fedpol è in contatto con le autorità tedesche per determinare se l’episodio ha qualche legame con la Confederazione. Tuttavia, la valutazione della minaccia terroristica in Svizzera per il momento non cambia: il paese non sembra essere un obiettivo prioritario di possibili attacchi.
Già ieri sera, il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann aveva preso posizione sul suo account Twitter, scrivendo: "Sono molto turbato dai tragici eventi di Berlino. I nostri pensieri vanno alle vittime e ai loro famigliari". Stamattina il ministro degli esteri Didier Burkhalter ha da parte sua trasmesso al suo omologo tedesco, Frank-Walter Steinmeier, un messaggio di vicinanza al dolore da parte del paese.
RG/ATS/ludoC
Dal TG12.30:






