“Il diritto ad un’istruzione scolastica di base, sufficiente e gratuita, appartiene a tutti i bambini presenti su territorio svizzero”. Lo scrive il Consiglio di Stato in una lettera inviata all’Esecutivo del comune di Gambarogno a seguito della vicenda dei due ragazzi di famiglie ecuadoriane.
“Non è però illimitato né esente da condizioni”. Innazitutto la presenza dell’allievo sul territorio deve essere di almeno tre mesi. Va poi valutato se la scolarizzazione è obbiettivamente giustificata.
Se le condizioni non fossero date, il Municipio può comunque avvalersi delle sue competenze d’autorità ed accogliere i minori.
Il Consiglio di Stato, che in questo scritto si rifà a una perizia giuridica, ribadisce infine che le competenze per evadere questo genere di problematiche sono a livello comunale e non sussiste motivo per modificare l’attuale assetto.
Red. MM./SP
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