L’iniziativa del deputato Paparelli chiede che le cariche politiche comunali e cantonali siano limitate a quattro legislature. Cosa farà Giorgio Pellanda, sindaco da 18 anni e grancosigliere da 10?
Indipendentemente dall’esito dell’iniziativa, che deve ancora essere concretizzata in un testo, si ripresenterà per un nuovo mandato nel Municipio di Centovalli, dopo i 18 anni da sindaco?
"Nel 2016 chiudo con il comune. E’ giusto e doveroso passare il testimone perché i giovani hanno una visione diversa delle cose. La realtà è cambiata, basti pensare all’avvento dell’informatica. Il mondo oggi non è più di chi ha sessant’anni".
Lascerà la poltrona in Gran Consiglio?
"No. Finirò la terza legislatura. C’è la possibilità della quarta per dar voce alla regione del Locarnese. Se dovesse però esserci un’altra persona disponibile per fare qualche sacrificio lascio il posto. Sennò mi ripresento. Per l’ultima volta".
Tornando all'iniziativa, la sua applicazione porterà più problemi che soluzioni? Nelle piccole comunità il ricambio generazionale in politica sembra infatti difficile...
"La mancanza di ricambio è una scusa. Se nei piccoli comuni capissero che è ora di aggregarsi il problema non si porrebbe. Abbiamo giovani in gamba. Bisogna saperli coinvolgere. L’entusiasmo non manca. Il cambio generazionale è quindi opportuno".
Paolo Beretta
Gallery image - “Lascio il comune non il Parlamento”
Giorgio Pellanda
Giorgio Pellanda è stato sindaco di Intragna per 15 anni. Il comune ha poi aderito al progetto aggregativo con Borgnone e Palagnedra, dando vita nel 2009 al Comune di Centovalli, di cui ne occupa il sindacato sin dall’inizio. E' stato eletto nel Gran Consiglio ticinese nel 2003 nelle fila del partito liberale radicale. E’ il primo vice presidente della Commissione speciale aggregazione di comuni.
L'iniziativa
L'iniziativa generica di Angelo Paparelli chiede "che la carica politica, ottenuta tramite elezione popolare in un Esecutivo o in un Legislativo comunale o cantonale, venga limitata a 4 legislature". Il leghista è alla quarta proposta. Quelle fatte nel 2007, 2010 e 2012 sono tutte state respinte dal Parlamento. Martedì è stata invece accettata con 37 sì, 33 no e sei astenuti.
Gallery audio - “Lascio il comune non il Parlamento”
Contenuto audio
L'approfondimento di Furio Ghielmini
RSI Info 15.10.2013, 19:27








