Ticino e Grigioni

“No ai tagli al personale scolastico e sociosanitario”

Appello di 12 enti attivi nel settore: “nuocerebbero ai giovani e all’inclusione”

  • 27 maggio, 20:45
  • 27 maggio, 22:51
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L'appello: rinunciate ai tagli

Il Quotidiano 27.05.2024, 19:00

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Di: Quot/RSI Info

Dodici enti hanno lanciato un appello per dire “no” ai tagli al personale scolastico e sociosanitario. Nuocerebbero - hanno detto - ai giovani e all’inclusione. Allo stesso tavolo si sono seduti rappresentanti delle famiglie, dei giovani, di chi ha difficoltà di apprendimento, un parente con un disagio psichico e via elencando.

Nel mirino c’è la non sostituzione del 20% del personale partente in ambito scolastico e sociosanitario a partire da quest’anno.

Il timore è che ad essere toccati non siano tanto maestri e docenti, quanto altre figure più specifiche: logopedisti e docenti di appoggio e di sostegno, per esempio. Si chiede che si faccia un passo indietro sull’inclusione, un ambito nel quale il Ticino è stato un cantone all’avanguardia

“Il nostro timore sarebbe di perdere questa priorità e questo vantaggio che negli anni abbiamo acquisito – dichiara  Emanuela Di Campli - presidente Associazione DSA e ADHD Ticino – È stato il frutto di una volontà politica molto chiara e seria, a cui sono seguiti degli investimenti finanziari che ci hanno permesso di lavorare sull’inclusione e sull’integrazione”

Investimento è la parola parola chiave a questo tavolo, in contrapposizione a quella di “costo”.

“Noi – dichiara Ilario Lodi - direttore Pro Juventute Svizzera italiana -

 crediamo ovviamente che le politiche dell’infanzia e della gioventù debbano essere considerate un investimento e se la questione è soltanto una questione di costi noi dimostriamo ai nostri bambini e ai giovani quanto loro siano importanti per noi”

Tra i 12 enti firmatari dell’appello c’è anche  un movimento che si occupa della formazione degli animatori di colonie, del personale dei centri della prima infanzia ed extrascolastici

“Abbiamo un finanziamento costante dal 2023 ad oggi, anche se abbiamo fatto più formazione; per noi comporta un’insicurezza dal punto di vista del futuro, ma anche il bisogno di andare alla ricerca di nuovi finanziamenti”, racconta  Paolo Bernasconi, segretario generale Centri d’esercitazione ai metodi dell’educazione attiva, interpellato sulle conseguenze dei tagli.

“Avendolo saputo avremmo anche potuto muoverci prima”, racconta Pierfranco Longo, presidente Conferenza cantonale dei genitori, che precisa: “ma il taglio sul personale scolastico e sociosanitario a quanto ci risulta è diventato pubblico con il rapporto di maggioranza della gestione. Non ci siamo sentiti ascoltati minimamente dalla politica perché nessuno ci ha interpellati. Anzi, qualcuno di noi ha cercato di avere un dialogo ma ha avuto non poche difficoltà”  

Il dialogo, a detta di tutti, dovrà essere più aperto, anche in vista delle discussioni sui risparmi previsti per il prossimo anno.

12 associazioni contro i tagli alla scuola ticinese

SEIDISERA 27.05.2024, 18:25

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