Per tutti è ormai morto. Sul web si moltiplicano i messaggi di cordoglio, anche se in realtà il cuore del 45enne ticinese aggredito una settimana fa a Playa del Carmen batte ancora. E continua a farlo grazie ai farmaci che gli vengono somministrati all'ospedale di Cancun. Siamo riusciti a metterci in contatto con il fratello che ci ha spiegato qual è il suo stato di salute.
“Adesso è in coma celebrare e attaccato alle macchine, potrebbe morire da un momento all’altro, non ci sono speranze. Hanno diminuito la dose di medicamenti, è solo questione di tempo”, ci ha spiegato.
Gallery audio - “Non ci sono più speranze”
Contenuto audio
Audio 2 - "Non c'è più nulla da fare"
RSI Info 20.01.2014, 18:54
Non resta che aspettare dunque. Questo perché in Messico la legge proibisce l'eutanasia. Nemmeno con il consenso della famiglia si possono staccare le apparecchiature, si può solo diminuire la dose dei farmaci e aspettare che la morte sopraggiunga”
Gallery audio - “Non ci sono più speranze”
Contenuto audio
Audio 2 - "si pu? solo aspettare"
RSI Info 20.01.2014, 18:54
In Messico da circa 12 anni, l’uomo era impegnato nel settore delle costruzioni. Sul movente dell'aggressione anche il fratello ci ha confermato che è stata a sfondo passionale: l'autore della violenza, un italiano di 40 anni tuttora in fuga, sospettava che il ticinese gli avesse rubato la compagna (una donna cubana). Il confronto si è poi trasformato in violenza. La vittima è stata colpita più volte alla testa con un bastone. I due si conoscevano e sarebbe stato lo stesso italiano ad avvertire gli amici del ticinese di averlo ferito gravemente. A trovarlo senza sensi è stato un coinquilino. La polizia sta indagando solo questa pista, ci ha confermato il fratello del ticinese. Se il suo cuore dovesse smettere di battere, sull'aggressore peserà anche l'accusa di omicidio.
CSI-Pervin Kavakcioglu
Gallery video - “Non ci sono più speranze”






