Giovedì si è svolta l'assemblea straordinaria dei circa trecentocinquanta operai che lavorano alla produzione di batterie alla MES di Stabio. Sulla totalità della forza lavoro, però, solo una trentina di dipendenti si è presentato all’appuntamento. “L’importante è mantenere il posto di lavoro”, hanno ammesso alcuni di loro, preoccupati di perdere l’impiego.
Nel corso dell’incontro è apparso chiaro che la direzione dell’azienda non ha alcuna intenzione di rinnovare il contratto in vigore da trentasette anni, intende tagliare la tredicesima per almeno tre anni, non vuol retribuire gli otto giorni festivi infrasettimanali e saranno cancellate le indennità per turni. Tale pacchetto di misure equivale ad un vero taglio reale ai salari valutabile attorno al 17%, a fronte di un salario di riferimento pari a circa 2'500 franchi lordi.
Lo scontro, quindi si preannuncia duro, considerato che se questo muro contro muro continuerà ad oltranza, Unia e OCST valuteranno quali iniziative intraprendere al fine di salvaguardare il contratto collettivo e i diritti dei lavoratori. La MES, che fa parte del gruppo multinazionale CEBI e dà lavoro a oltre trecento operai, in gran parte frontalieri, è attiva nel campo della produzione di componenti per l'industria elettrodomestica e automobilistica.
Red.MM/bin
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CSI 18.00, il servizio di Alessandro Tini
RSI Info 17.10.2013, 20:02







