Ticino e Grigioni

A processo per assassinio

Chiusa l’inchiesta sul delitto di Ascona. Il 55enne macedone che sparò alla moglie risponderà anche di altri reati

  • 17.04.2018, 20:00
  • 4 maggio, 19:42
L'intervento della polizia e dei soccorritori dopo la sparatoria di Ascona nel giugno 2017

L'intervento della polizia e dei soccorritori dopo la sparatoria di Ascona nel giugno 2017

  • Ti-Press

Si profila il processo per assassinio contro il 55enne macedone che il 23 giugno scorso, ad Ascona, sparò alla moglie e cercò a sua volta di togliersi la vita. Lo ha comunicato venerdì il procuratore Antonio Perugini, notificando alle parti il cosiddetto avviso di imminente chiusura delle indagini.

Secondo Perugini si trattò di un atto premeditato. Elemento che, unito al movente e alla ferocia del gesto, non lascerebbe dubbi sulla qualifica giuridica dei fatti. L’uomo esplose tra i 7 e i 10 colpi: tutti da distanza ravvicinata, in parte da tergo. Sullo sfondo la rottura tra i due e la gelosia nutrita nei confronti della 38enne. Diversa la tesi dell’imputato, difeso da Niccolò Giovanettina, che ha sempre parlato di un gesto disperato, figlio del momento.

Fino al 27 aprile sia Giovanettina, sia il legale dei famigliari della vittima (Nadir Guglielmoni) potranno domandare l’assunzione di nuove prove. Poi – come detto – mancherà solo l’atto d’accusa, che oltre all’assassinio (in via subordinata, l’omicidio intenzionale) contemplerà una serie di reati minori. Il processo si terrà ovviamente alle Assise Criminali. La richiesta di pena sarà superiore ai cinque anni.

Francesco Lepori

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