Un assistente di cura di 60 anni è stato rinviato a giudizio per atti sessuali con persone ricoverate. Lui lavorava come assistente di cura, lei era uno dei pazienti ricoverata in un istituto del Locarnese a seguito di una malattia degenerativa, che la stava rendendo sempre più fragile. Ed è proprio approfittando del suo stato di salute che il 60enne straniero avrebbe abusato della donna. Lo avrebbe fatto almeno 36 volte, tra il dicembre del 2012 e l’agosto del 2013. L’infermiere l’avrebbe costretta a subire soprusi di vario genere. Secondo gli inquirenti, si sarebbe spinto fino ad avere rapporti completi se lei non fosse riuscita a opporre resistenza.
Si dice innocente
La sconcertante vicenda – mai emersa finora – approderà presto in aula. Venerdì il procuratore pubblico Paolo Bordoli ha infatti rinviato a giudizio il 60enne. Atti sessuali con persone ricoverate, detenute o imputate l’accusa principale di cui dovrà rispondere alle Assise Criminali. Accusa che l’assistente di cura, difeso dall’avvocato Felice Dafond, respinge. Quello a carico dell’uomo (tuttora in carcere) sarà dunque un processo indiziario.
Francesco Lepori
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