Ticino e Grigioni

Tedesco, 10 motivi per amare questa lingua

Valentina Giuliani, docente di tedesco e scrittrice spiega perché non è così difficile da imparare - Il Canton Ticino offre scambi linguistici

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Tedesco ma non troppo

Prima Ora 10.06.2026, 18:00

  • RSI
Di: Prima Ora - Francesca Campagiorni - Giovanni Marci / M. Ang. 

A partire da settembre il tedesco si studierà già a partire dalla prima media. E c’è chi questa lingua la ama molto e fa di tutto per farla amare anche agli altri, come Valentina Giuliani, docente di tedesco alle scuole medie e scrittrice. “È una lingua ricca, precisa. È una lingua che ha una parola per tutto”, dice Giuliani, intervistata alla trasmissione Prima Ora della RSI. “Credo che se vogliamo esprimerci nei sentimenti, nei ricordi (io sono anche scrittrice) bisogna saper usare le parole, saperle usare bene e avere questa ricchezza, che è anche una profondità. Ed è questo il motivo principale per cui io ho cominciato a studiarlo, tra l’altro in tarda età. Non è stata una passione di gioventù e adesso la insegno, ma prima ho lavorato tanti anni nell’editoria, vent’anni, curando proprio i manuali di tedesco per la scuola. I miei allievi sono molto giovani e sono delle spugne, recepiscono molto quello che l’insegnante porta. Se approcciamo la lezione con entusiasmo, con simpatia, con leggerezza, i ragazzi seguono”, spiega l’autrice del libro “Tedesco ma non troppo, una lingua e dieci motivi per amarla” (edizioni ETS).

Un libro ispirato dal successo de “La lingua geniale”, opera dedicata al greco antico

“Sono stata ispirata da un libro che ha avuto un grandissimo successo, pubblicato da Laterza, “La lingua geniale”, che non era dedicato al tedesco ma al greco, lingua che ho studiato al liceo. E l’autrice, Andrea Marcolongo, è stata così capace di valorizzare il greco e di togliere la pesantezza allo studio di questa disciplina, che ho pensato di fare la stessa cosa con il tedesco che, devo dire, non sempre è amato. L’approccio è: una lingua difficile, complessa. Ho provato a sfatare questi pregiudizi con questo libro: ci sono dieci motivi per amare il tedesco, come dieci sono i capitoli. Capitolo per capitolo io e la collega Valentina Giannella, italiana che vive a Berlino, abbiamo cercato di entrare nel merito rispetto ad alcune questioni molto dirimenti su questa lingua. Una tra tutte, appunto, è la difficoltà. Ma siamo proprio sicuri che sia così difficile?”.

Perché il tedesco non è così difficile

“Io non voglio entrare nei tecnicismi, però il fatto stesso che sia una lingua dove quello che è scritto viene pronunciato, cioè ogni grafema corrisponde a un fonema (io leggo sostanzialmente come è scritto), semplifica molto la pronuncia. Il fatto che il tedesco ha l’occlusione glottale, cioè deve separare nettamente le parole, facilita la comprensione orale. Per non parlare poi di una lingua così normata e così regolare, prevedibile, che dà anche sicurezza a chi la approccia, perché io so che studiando quelle tre, quattro regole sono in grado poi di costruire la mia frase”.

Perché è importante in Svizzera

In Svizzera è quasi obbligatorio impararlo, ma perché è importante sapere il tedesco?

“Potrei sciorinare una serie di numeri e di dati che sono anche nel libro, potrei usare una motivazione utilitaristica: per trovare lavoro, per fare carriera... ma insieme alla lingua tedesca c’è la filosofia, c’è la musica, c’è una cultura con la C maiuscola che vale la pena conoscere”.

Come iniziare da adulti?

“Ci sono tantissimi corsi di lingua. L’istituzione nel mondo riconosciuta universalmente per imparare la lingua tedesca è il Goethe Institut. Io partirei da lì. Il Goethe, tra l’altro, organizza non solo corsi di lingua ma anche soggiorni linguistici in varie città... studiare il tedesco, come tutte le lingue, solo con una grammatica, un glossario, un vocabolario, è un poco triste”.

E lo Schwiizerdütsch?

“Io ho studiato l’Hochdeutsch, il tedesco standard, e quando sono nella Svizzera tedesca, confesso, faccio un poco fatica a capire ma mi rendo conto che in Svizzera è la lingua del cuore, è una lingua identitaria. Ha un registro soprattutto orale, perché poi nella scrittura prevale l’Hochdeutsch, però è importante questo aspetto, perché la lingua è comunicazione, sentimenti, incontri. Quindi bisognerebbe anche arrivare allo Schwiizerdütsch”.

Gli scambi linguistici del Canton Ticino

Per imparare, per fare un’esperienza di vita, ci sono possibilità di scambi linguistici. Alcuni dei quali organizzati anche dal Canton Ticino. La trasmissione Prima Ora della RSI ha intervistato anche Tatiana Lurati Grassi, responsabile dell’Ufficio della formazione continua e dell’innovazione del Canton Ticino.

Lei il tedesco lo amava a scuola ?

“Non particolarmente. Le parole che ho sentito oggi potrebbero essere importanti anche per mia figlia che segue le scuole medie. Le farò leggere il libro proposto”.

Oltre 25 anni di attività

“Prima di tutto è importante dire che il Servizio mobilità e scambi è attivo in Canton Ticino da oltre 25 anni e si occupa soprattutto di promuovere quelli che sono scambi reciproci (io vado da una parte e poi c’è qualcun altro che arriva in Ticino) oppure mobilità: ragazzi e ragazze, di tutti gli ordini scolastici (sia la scuola dell’obbligo sia del post obbligo), hanno la possibilità di fare un’esperienza oltre Gottardo o all’estero (Germania, Francia piuttosto che Irlanda, per esempio)“.

Nel 2025 sono 580 i giovani e le giovani ticinesi che sono partiti per un’esperienza di questo tipo, 314 invece i giovani e le giovani arrivati in Ticino.

Un arricchimento per i giovani

“È fondamentale continuare a promuovere queste attività. Il Servizio mobilità e scambi le promuove anche grazie al sostegno dell’Agenzia nazionale Movetia. Queste esperienze sono un arricchimento per le nostre giovani e i nostri giovani del Canton Ticino”. E anche per gli apprendisti, prima e dopo la formazione, c’è la possibilità di fare esperienze di questo tipo oltre Gottardo, sottolinea Tatiana Lurati Grassi. “È una possibilità di crescita, di uscire da quella che noi chiamiamo la zona di comfort e cercare anche in maniera individuale di diventare indipendenti”.

Ci sono anche gli scambi che riguardano le classi. L’iniziativa parte del docente, che prende contatto con una scuola all’estero, dice Tatiana Lurati Grassi. “Proprio in questo periodo ci sono nostri ragazzi che andranno in Germania a vivere quest’esperienza anche in famiglia, poi ci saranno studenti dalla Germania che verranno ospiti in Ticino nel periodo fra settembre e ottobre”.

Le sfide dell’organizzazione

È facile organizzare questo scambio? Il Ticino è attrattivo tanto quanto per noi andare in Germania o in Svizzera tedesca?

“È difficile, lo dobbiamo dire, ma bisogna perseverare e fare in modo di far conoscere anche quella che è la cultura della Svizzera italiana. Vivere all’interno di un’altra famiglia permette di capire meglio quali sono gli usi e costumi e di attivare quelle risorse nascoste che i giovani magari non sempre mettono in campo. Il fatto di vivere all’interno di un’altra famiglia dà la possibilità anche di avere uno spirito di di adattamento”.

La ricerca di famiglie ospitanti

“Non è sempre facile trovare famiglie che si mettano a disposizione. Il nostro Servizio mobilità e scambi ha una banca dati. Abbiamo fatto anche una campagna di promozione e abbiamo una collaborazione con i servizi omologhi degli altri Cantoni per cercare di attivarli e fare in modo che le persone che arrivano dall’altra parte possano essere ben accolte”.

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