I contorni dell’affare di riciclaggio legato al furto di medicinali antitumorali, si starebbe chiarendo. La vicenda, che vede implicati anche due professionisti italiani, fermati nel 2014 in Ticino (già condannati in Italia e quindi probabilmente non processabili in Ticino almeno per il medesimo reato), riguarda, appunto, un vasto traffico di farmaci rubati a grossisti e nosocomi nella vicina Penisola e poi rimessi in vendita da una rete di operatori del ramo sanitario complice dei due professionisti.
Stando agli elementi di indagine, rileva il CdT, raccolti dal PP Andrea Maria Balerna, una parte dei profitti illeciti, pare si tratti di circa 4 milioni di franchi, sarebbe stata riciclata in Ticino grazie alla complicità di un bancario attivo nel Luganese e a una finanziaria, nel frattempo messa in liquidazione, di Rancate.
Le forze dell’ordine italiane hanno sequestrato medicinali per circa 3 milioni di euro e beni degli indiziati per 23 milioni. Sei sono gli accusati in Ticino: due ex clienti italiani della fiduciaria di Rancate, due suoi ex responsabili, un bancario del Luganese e un fiduciario del Mendrisotto.
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