Dopo trent’anni il Ticino ha una nuova legge sulla protezione dei beni culturali. Mercoledì pomeriggio il Gran Consiglio ha infatti detto sì, senza alcuna opposizione, ad una riforma di legge nata su impulso di un’iniziativa popolare generica, promossa nel 2014 dalla STAN, la Società ticinese per l’arte e la natura.
Una legge più chiara, con meno rigidità burocratiche, che fornisce più autonomia ai Comuni e nel contempo non impone vincoli finanziariamente insostenibili per le amministrazioni locali. Non sono però stati accolti i due emendamenti proposti dal deputato dei Verdi Marco Noi, il quale chiedeva che i sussidi statali tenessero conto della situazione economica del proprietario e che, in caso di ritrovamenti archeologici e quindi di uno stop ad un cantiere, si attendessero tre mesi (e non due) per indennizzare i proprietari.

Beni culturali, la nuova legge ticinese presto in Gran Consiglio
SEIDISERA 05.06.2026, 18:00
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