Ticino e Grigioni

Farmaceutica ticinese: sfide tra dazi e personale

Il settore vale 2,7 miliardi e impiega 4’000 persone - L’85% dei prodotti va all’estero -Cresce la difficoltà nel reclutamento

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Il peso del settore farmaceutico in Ticino

Prima Ora 09.06.2026, 18:00

Di: Prima Ora / AC 

Da oltre 100 anni il Canton Ticino sviluppa e produce farmaci. Oggi sul territorio si contano oltre 60 aziende associate a Farma Industria Ticino, che impiegano più di 4’000 collaboratori. Il fatturato annuo è di circa 2,7 miliardi di franchi.

“In Ticino produciamo una varietà importante di prodotti farmaceutici nelle loro diverse categorie”, spiega a Prima Ora della RSI Piero Poli, presidente di Farma Industria Ticino. “Abbiamo principi attivi, farmaci generici, farmaci di marca di specialità e abbiamo anche un’altra grossa categoria che è lo sviluppo”.

Il peso del Ticino nel settore svizzero

Spesso si pensa che l’industria farmaceutica svizzera sia concentrata a Basilea. Ma quale ruolo occupa il Ticino nel panorama nazionale? “Rappresentiamo, con le nostre aziende associate, circa il 9% del prodotto interno lordo. Siamo abbastanza in linea con i dati di export e di produzione. Per quanto riguarda i colossi di Basilea, è chiaro che il Ticino è una realtà molto più piccola”, continua Poli.  

I concorrenti dell’industria ticinese sono in tutto il mondo. “Ci confrontiamo regolarmente con il mondo”, aggiunge il presidente. “L’85% dei nostri prodotti viene esportato in tutto il mondo”.

Dazi USA: a rischio le piccole e medie imprese

I dazi e i conflitti in corso hanno messo a dura prova l’industria: da una parte c’è la vendita, ad esempio nel mercato statunitense che ha introdotto delle restrizioni, dall’altra l’approvvigionamento delle materie prime.

I dazi “ci hanno fatto stare un po’ in pensiero”, racconta Poli. “Dobbiamo dividere i dazi per categorie perché abbiamo notato che, per esempio, il settore dei generici non è sottoposto a dazi, come neanche tutti quei produttori che hanno deciso di fare dei grossi investimenti nel territorio americano. Colpiscono quindi le piccole e medie imprese che sono dipendenti, o che hanno una grossa esportazione verso il mercato americano, ma non hanno la forza per poter costruire o investire sul territorio statunitense. Insomma, il Ticino probabilmente verrà colpito un pochino”.

Farmaci e costi della salute

In Ticino il tema dei costi della salute è centrale. I farmaci rientrano in questo discorso. “Se guardiamo i dati del 2024, gli ultimi disponibili, vediamo una spesa sanitaria di circa 97 miliardi di franchi, di cui soltanto 9 miliardi sono relativi al comparto farmaceutico per farmaci che vengono distribuiti e rimborsati. Ogni anno subiamo una riduzione dei prezzi di circa mezzo miliardo, che non è sufficiente a ridurre la spesa sanitaria”, spiega il presidente di Farma Industria Ticino.

Personale qualificato: cresce la difficoltà

Quando si parla di economia, si parla di difficoltà a reperire personale qualificato. In Ticino, come è la situazione? “Come Farma Industria puntiamo molto sulla formazione dei giovani apprendisti, ma non solo. È sicuramente un problema: abbiamo appena concluso un’indagine sui nostri associati che ha replicato quella dell’anno precedente, quando era appena entrata in vigore la nuova legislazione per quanto riguarda i frontalieri. Se nel 2024 pochi associati vedevano una difficoltà nel reperire nuove posizioni di lavoro, nel 2025 saliamo al 30% degli associati, il che significa che c’è effettivamente un problema”.

Intelligenza artificiale: opportunità, non minaccia

Mercoledì l’associazione si riunirà in assemblea per discutere anche di intelligenza artificiale. “Ci sono molte attività che l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare”, ha affermato Piero Poli. “Le opportunità riguardano la rapidità nello sviluppo di nuove molecole e la snellezza nei processi produttivi”.

“Non bisogna aver paura dell’intelligenza artificiale”, ha concluso il presidente. “Abbiamo avuto più volte delle rivoluzioni industriali che hanno prospettato una riduzione dei posti di lavoro, poi di fatto ne hanno creati di nuovi che magari non si sapeva neanche esistessero”.

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