Il PPD, dopo aver analizzato il progetto del Piano Cantonale delle Aggregazioni presentato dal Governo, ha elaborato una presa di posizione sulla tematica, diffusa giovedì. Per quanto la consultazione sia su due fasi distinte, i popolari democratici bocciano il metodo di “non coinvolgimento degli attori sociali e politici” attuato dal Consiglio di Stato, come pure la tempistica troppo limitata per un argomento così rilevante.
Per il PPD sarebbe stato più opportuno coinvolgere tutte le parti interessate in una consultazione che integrasse anche i suggerimenti e le indicazioni chieste in anticipo agli amministratori comunali, attivi in prima persona in ogni località ed evitando così ogni malinteso.
Il PPD sottolinea il suo ruolo di promotore ante litteram delle aggregazioni che risale al 1998 con Alex Pedrazzini e poi al 2004 con l’attività di Luigi Pedrazzini e ritiene che, trattandosi di un oggetto molto sentito dalla cittadinanza, vada elaborato con cura a ogni livello, pianificando al meglio le risorse umane e finanziarie e ricordandosi che non basta una volontà aggregativa di principio per avere successo e che non dev’essere “una decisione calata dall’alto”.
Red. MM/EnCa












