Un 31enne del Luganese è stato rinviato a giudizio per avere preso parte, tra il 2009 e il 2016, a quello che la procuratrice pubblica Pamela Pedretti considera un traffico illegale di farmaci.
Medicamenti come il fentanyl, un oppiaceo sintetico molto più potente della morfina, che sul mercato nero viene utilizzato in sostituzione di eroina e cocaina. Fu proprio il sequestro di un quantitativo di fentanyl che, nel 2016, fece scattare l’indagine e l’arresto del giovane.
Alle Assise Criminali il 31enne (tornato da tempo a piede libero) dovrà rispondere anche del commercio di una serie di sostanze psicoattive. Sostanze vendute su un sito gestito da un cittadino germanico, che arrivavano a casa sua e che lui provvedeva poi a smistare, per posta, ai destinatari finali.
Un terzo filone riguarda infine il GHB, l’acido noto per la capacità di ridurre la forza di reazione delle persone. L’uomo è accusato di averlo prodotto, detenuto e consumato assieme a conoscenti. Prodotto, sì, perché fu lui stesso – aspetto decisamente singolare – a sintetizzare la maggior parte del GHB in questione.
Per altri addebiti ipotizzati inizialmente l’inchiesta è sfociata, nel 2021, in un decreto di abbandono. Per questi episodi – come detto – si andrà invece a processo. Infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti il reato principale a carico dell’imputato, che rischia una pena compresa tra i due e i cinque anni di carcere. Il dibattimento si terrà il 21 luglio.

Alla sbarra per traffico di farmaci
Il Quotidiano 12.07.2022, 21:00



