Dopo l’accordo di principio raggiunto ieri con i sindacati il Consiglio di Stato, rappresentato dal suo presidente Marco Borradori (accompagnato da Stefano Rizzi della Divisione economia del DFE), ha avuto un incontro con il titolare del FoxTown Silvio Tarchini e il sindaco di Mendrisio Carlo Croci per agevolare una soluzione condivisa alla spinosa questione delle aperture domenicali dei negozi.
Due proposte sul tavolo
“Abbiamo chiuso il cerchio degli interlocutori e si delineano piste che permettono di guardare con moderato ottimismo” all’immediato futuro, ha osservato il direttore del Territorio. Due sono “le piste” individuate per risolvere la vertenza innescata dall’opposizione dell’MPS all’autorizzazione concessa al Centro Ovale di Chiasso, che ha successivamente portato il DFE a fare marcia indietro su tutte le deroghe domenicali.
Da una parte c’è il disegno di legge all’esame della sottocommissione della Gestione , che proprio ieri ha ripreso la discussione e intende portare l’oggetto in Gran Consiglio a settembre sulla base di un ampio consenso. In alternativa, in attesa dell’approvazione della legge, può essere seguita la via del regolamento, strumento che però non offre la stessa legittimità e solidità del disposto normativo. In proposito nei prossimi giorni gli attori in campo (CdS, sottocommissione della Gestione, parti sociali) faranno le loro valutazioni.
In ogni caso, ha precisato Marco Borradori, “c’è spazio per fissare paletti e parametri affinché venga regolarizzata l’eccezione” del FoxTown, su cui Silvio Tarchini ha offerto alcuni dati significativi: cifra d’affari di circa 280 milioni di franchi, 65 dei quali fatturati di domenica (giorno in cui si contano dai 10'000 ai 13'000 visitatori), clientela estera per il 75%, un migliaio di occupati dei quali 20/25% domiciliati, Infopoint che promuove turisticamente l’intera regione.
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Mosse della Deputazione
La Deputazione ticinese, come peraltro annunciato mercoledì scorso nel corso di un vertice con il governo cantonale , valuterà nel corso dell’imminente sessione delle Camere, se avanzare una proposta di modifica delle norme federali, un’operazione che comunque non è prova di rischi e induce quindi a una certa prudenza, come ha ribadito il presidente dell’esecutivo (“smuovere le acque a livello federale potrebbe rivelarsi un boomerang”).
Da parte sua Stefano Rizzi (DFE) ha aggiunto che il disegno di legge sulle aperture contiene soluzioni a questioni urgenti, come quella relativa ai negozi annessi alle pompe di benzina o ai nuovi orari dei negozi. Tutte proposte sostanzialmente condivise e per le quali siamo in dirittura di arrivo. Al responsabile della Divisione economia abbiamo chiesto se ci si sta orientando verso una soluzione "ad personam" o se invece in futuro anche altri soggetti potranno beneficiare del nuovo regime.
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In via transitoria il Centro Ovale potrà comunque avvalersi dell’autorizzazione temporanea (un anno) rilasciata dal DFE a tenere aperti i negozi di domenica.
Leonardo Spagnoli






