Dopo Lugano, Mendrisio e Bellinzona, oggi è toccato a Chiasso presentare i conti consuntivi. Che grazie a rivalutazioni patrimoniali straordinarie mostrano un disavanzo dimezzato: dai quasi 6 milioni di franchi a preventivo si è passati a poco meno di 3 milioni. Un’operazione che, con un aumento del capitale proprio, offre un argomento in più al processo aggregativo nella regione.
Stabilità finanziaria e aggregazione del Basso Mendrisiotto tra Chiasso, Balerna, Breggia, Morbio Inferiore e Vacallo sono discorsi che si intrecciano. La Commissione di studio sull’aggregazione dovrebbe consegnare ai Municipi e al governo ticinese un rapporto finale, in vista di una votazione che potrebbe avvenire l’anno prossimo.
Chiasso vuole arrivare con una situazione più solida, per questo ha operato una rivalutazione straordinaria del proprio patrimonio, rivalutazione che interessa la partecipazione in AGE, l’azienda che distribuisce acqua, gas ed elettricità, e il centro di studio e di vacanza La Perfetta di Arzo, di proprietà del comune chiassese.
Una serie di operazioni che, seppur con cifre rosse a consuntivo, porta un avanzo di 23 milioni e l’aumento del capitale proprio, che da 14 passa a 37 milioni di franchi. È un esercizio contabile però, non è liquidità che entra. Un’operazione di cosmesi per essere più appetibili nel processo aggregativo? “Sicuramente un biglietto migliore da presentare non solo agli altri Comuni, come detto, ma anche nel caso in cui il Comune avesse bisogno dei prestiti presso le banche. Questa operazione noi volevamo già farla un anno prima, ma purtroppo non siamo arrivati in tempo”, spiega alle telecamere del Quotidiano, Bruno Arrigoni, sindaco di Chiasso.
Moltiplicatore invariato all’88%
Dal canto suo Luca Bacciarini, direttore del dicastero finanze di Chiasso, spiega che questo “permette di poter operare in maniera più tranquilla e rientrare nelle cifre nere nel medio termine, come detto, senza dover prendere decisioni impattanti sulla popolazione o sul personale, cosa che non vogliamo. E avendo un capitale proprio così importante possiamo permetterci di mantenere il moltiplicatore all’88% ed avere qualche anno ancora di cifre rosse senza doverlo poi aumentare”
Perché il risultato principale è proprio questo, alla fine dei conti: un disavanzo nella gestione ordinaria di 2,88 milioni di franchi, mentre ne erano stati preventivati 5,89. Viene spiegato che Chiasso ha tante persone che pagano relativamente poche imposte, la perdita per il Comune, confrontato con l’impatto delle due iniziative cantonali sulle casse malati, qui viene stimata attorno ai 700’000 franchi. Si è invece più preoccupati per l’effetto della riforma fiscale cantonale, che ha portato l’aliquota per le persone giuridiche dall’8 al 5,5%. “A noi è costato grossomodo quasi 3 milioni di franchi di non entrate”, dice Arrigoni. Milioni che, in un Comune con l’88% di moltiplicatore - che non verrà alzato, come è stato detto - si fanno sentire.








