Ticino e Grigioni

Armi all'Iran, processo al via

Un commerciante di Cresciano, accusato di aver trafficato materiale bellico, alla sbarra al TPF

  • 06.11.2014, 11:58
  • 4 maggio, 13:49
Il materiale sarebbe finito nelle mani sbagliate

Il materiale sarebbe finito nelle mani sbagliate

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Un commerciante ginevrino e domiciliato a Cresciano è a processo da oggi, giovedì, al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Secondo le conversazioni tra alcuni uomini d'affari protocollate dagli inquirenti italiani, i mirini da lui trafficati sarebbero finiti anche nelle mani dei talebani.

Il Ministero pubblico della Confederazione non ha indagato sulla destinazione finale della merce, ma sul ruolo del 49enne nato in Italia, che deve rispondere in particolare del reato di infrazione alla legge federale sul materiale bellico. Secondo il procuratore, tra l’agosto e il novembre 2007, avrebbe fatto transitare dal porto franco di Cadenazzo dei mirini provenienti dall'Italia e destinati all'Iran. Un anno dopo a Chiasso sono state scovate delle mute mimetiche, pronte per il paese degli ayatollah. Tutto senza autorizzazione, a detta dell'accusa.

L’imputato, che contesta gli addebiti, è stato arrestato nel marzo 2010, quando vennero perquisiti i locali delle sue società in Ticino. La sentenza è attesa tra una settimana.

Da.Pa./Il Telegiornale

Dal Quotidiano:

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