Telefonini in grado di sparare proiettili di piccolo calibro. Torce elettriche che celano dei taser. Accendini che danno la scossa. Le armi contraffatte rappresentano la nuova frontiera del contrabbando al confine ticinese che ha esteso le sue attività senza abbandonare i suoi prodotti tradizionali (carne e tabacchi) come testimoniato dal fatto che lo scorso anno le multe per le infrazioni alla legge doganale sono aumentate.
Solo nel 2014 le guardie di confine hanno scovato alcune decine di armi contraffatte, come confermato alla RSI dal portavoce della Regione IV Davide Bassi. I marchingegni che un po’ ricordano i gadget di James Bond provengono dal mercato cinese, ma non solo. Per chi tenta di importarli, oltre al sequestro, scatta la denuncia per infrazione alla legge federale sulle armi.
Il confine resta caldo e chi vuol fare il furbo non manca mai.
Diem/CSI







