Sono attesi in Ticino i rinforzi inviati da altre zone del paese dal Corpo delle guardie di confine, per rafforzare i controlli alla frontiera con l'Italia, confrontata a un eccezionale afflusso di migranti. "Stiamo pianificando i dettagli per avere una reazione proporzionale all'avvenimento", ha detto ai microfoni delle Cronache della Svizzera italiana il comandante della Regione IV Mauro Antonini, "la pianificazione prevede in caso di necessità di averne fino a 20-30 in più".
Inizialmente saranno concentrati alla stazione di Chiasso, ma non si esclude che il flusso si sposti altrove, "ai valichi minori o addirittura in autostrada". Il dispositivo andrebbe in quel caso adattato agli sviluppi.
Al centro di registrazione della città di confine sono state depositate 350 domande nel fine settimana. Ai valichi sono 250 le persone controllate, ha confermato Antonini, e il 95% ha depositato una richiesta di accoglienza. Le altre intendevano solo transitare dalla Svizzera verso il nord dell'Europa e, in base alla prassi, sono state respinte in Italia.
CSI 18.00 del 16.06.2015 L'intervista di Romina Lara a Mauro Antonini
RSI Info 16.06.2015, 20:01
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Intanto, la situazione si fa sempre più difficile anche dall'altra parte del confine: nel Comasco i migranti sono accolti in una quarantina di strutture, perlopiù di piccole dimensioni. In quelle della Caritas diocesana, gli ospiti sono più di 600, ricorda il direttore Roberto Bernasconi, che afferma: "ormai siamo quasi al collasso".
CSI 18.00 del 16.06.2015 La situazione nel Comasco nel servizio di Romina Lara
RSI Info 16.06.2015, 20:01
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