La 53enne rumena condannata giovedì per aver rubato gioielli, orologi e oggetti a casa degli anziani di cui era la badante è stata denunciata dai familiari di un’assistita. Succede spesso che non siano gli anziani stessi ad accorgersi di un abuso, ma piuttosto chi gli sta vicino? A SEIDISERA risponde Francesca Ravera, responsabile a Pro Senectute del Servizio promozione qualità di vita: “Nel nostro osservatorio accade abbastanza spesso. Infatti, le persone anziane spesso hanno delle difficoltà a riconoscere o ad ammettere di essere state vittima di un abuso. Soprattutto quando il rapporto con l’abusante è un rapporto di fiducia”. Alla base, spesso, c’è un sentimento di vergogna oppure un’incapacità di riconoscere il limite.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Anziani-a-Lugano-il-7-non-ha-nessuno--3670700.html
Aiutare, ma con rispetto della dignità dell’anziano
Proprio per questo, spiega Ravera, “il ruolo dei familiari, dei vicini e dei professionisti è fondamentale perché possono cogliere dei piccoli cambiamenti nel comportamento della persona anziana, oppure prelievi insoliti o segnali di disagio”. Dopo la segnalazione, l’approccio del Servizio promozione qualità di vita è estremamente rispettoso del benessere e della volontà dell’anziano. “L’ascoltiamo rispettando la sua autonomia e molto spesso coinvolgiamo i suoi familiari, i servizi sociali ed altri professionisti. E, chiaramente, quando emergono poi possibili reati informiamo le autorità competenti”, continua Ravera.
ll danno non è solo economico, ma spesso è anche emotivo, perché la persona anziana può sentirsi umiliata, addirittura colpevole, si può vergognare, può perdere fiducia negli altri.
Francesca Ravera, responsabile del Servizio promozione qualità di vita di Pro Senectute
Ricostruire un senso di sicurezza e di fiducia
Il servizio offerto da Pro Senectute si prende carico anche dell’impatto emotivo subito dalle vittime: ”Il danno non è solo economico, ma spesso è anche emotivo, perché la persona anziana può sentirsi umiliata, addirittura colpevole, si può vergognare, può perdere fiducia negli altri”, spiega Francesca Ravera. “Il nostro servizio offre un ascolto senza giudizio, rassicura sul fatto che chiunque, in fondo, può essere vittima di una manipolazione. Aiutiamo anche i familiari a cercare di dare il giusto spazio alla vicenda e cerchiamo, insieme alla rete familiare, di ricostruire gradualmente un senso di sicurezza e di fiducia”.











