Ticino e Grigioni

Petkovic e Morandi, la panchina ticinese dell’Algeria

L’allenatore dei nordafricani avversari della Svizzera ha mosso da noi i primi passi in panchina e ha guidato poi la Nazionale - Il suo assistente all’apice in un momento inatteso

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Vladimir Petkovic in conferenza stampa alla vigilia della partita con la Svizzera
09:34

Mondiali, Svizzera contro Algeria all'alba

SEIDISERA 02.07.2026, 18:00

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Di: SEIDISERA - Marcello Ierace / pon 

Sulla panchina dell’Algeria, avversaria della Svizzera nei sedicesimi dei Mondiali di calcio, venerdì mattina alle 5, c’è tanto Ticino. Vladimir Petkovic è nato a Sarajevo 62 anni fa, ma da oltre 30 ha trovato nel Ticino la sua terra di adozione. Accanto a lui, c’è l’assistente Davide Morandi, locarnese con un passato sulle panchine di Locarno, Bellinzona e Lugano.

“Voleva la disciplina”

“Era prima di tutto corretto, ma anche un capo militare. Voleva la disciplina”: così Petkovic viene descritto a SEIDISERA da Giuseppe Morotti, che lo conobbe agli inizi della carriera in Svizzera. Morotti era presidente del Malcantone-Agno e con Vlado in panchina - perché Petkovic in Ticino è un po’ per tutti solo Vlado - ha conquistato la promozione in Challenge League. Un passo fondamentale per quello che sarà poi il Lugano (con la fusione del 2004) ma anche per la carriera dello stesso Petkovic, che in quegli anni si divideva tra campo e lavoro come operatore sociale alla Caritas.

Il direttore Stefano Frisoli ricorda che “quando è arrivato da noi, ha subito incarnato il ruolo in modo impeccabile, così come appare. Quindi molto serio e diligente, ma dietro c’è una grande umanità e una grande facilità di relazione con le persone, che è sempre stata una delle sue caratteristiche. Immagino che il lavoro nella quotidianità sia stato una palestra importante”.

Petkovic al centro e Morandi a destra nel giorno dell'annuncio dei convocati algerini

Petkovic al centro e Morandi a destra nel giorno dell'annuncio dei convocati algerini

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E le sue caratteristiche da allenatore? Per Morotti, Petkovic “è molto bravo a leggere la partita e quindi a fare i cambi. Non l’ho mai visto sbagliare un cambio”.

Il figlio di Morandi: “Si è presentata questa grande opportunità e l’ha presa”

Come tutti i tecnici di successo, anche Petkovic ha bisogno di un braccio destro di cui fidarsi e oggi quel qualcuno è, come detto, Davide Morandi. Forse è oggi all’apice della carriera nel momento meno atteso, come spiega il figlio Giotto, centrocampista del Servette: “Aveva deciso qualche anno fa di lasciare il calcio un po’ da parte, ma si è presentata questa grande opportunità con l’Algeria grazie a Petkovic e l’ha presa. È molto contento, stressato perché è una cosa nuova con tanta pressione, ma sicuramente per lui è una bellissima esperienza da fare”, racconta.

Davide Morandi

Davide Morandi

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E come sta da svizzero sulla panchina avversaria? “Anche per lui è un po’ strano”, racconta Giotto, “e pur essendo svizzero, con mio padre allenatore dell’altra squadra non so neanche io per chi tifare”.

“Un padre calcistico”

Conosce Petkovic molto bene anche Senad Lulic, che ne condivide le origini bosniache: per il coach di Sarajevo ha giocato a Bellinzona, allo Young Boys e poi Roma con la maglia della Lazio. “Un padre calcistico per me”, racconta, “ho avuto la fortuna di conoscerlo come persona e come allenatore”. “Con lui ho un rapporto speciale”, afferma Lulic, “ci sentiamo ancora oggi e non posso dire niente se non manifestare grande affetto”. Insieme hanno fatto grandi cose, come la vittoria in Coppa Italia del 2013, in finale contro la Roma e con gol decisivo proprio di Lulic: “per tutta la gente laziale a Roma una cosa indimenticabile”.

 

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