Un torneo, quattro campi, 16 squadre ticinesi e italiane unite da una grande passione comune per il calcio: è anche guardando al futuro, con i campioni di domani, che lo Sport Club Balerna ha festeggiato domenica i suoi cento anni di storia. “Sono momenti di aggregazione importanti e sono anche belli dal punto di vista dei ricordi: per i genitori e per i ragazzi. Sono cose che si porteranno dietro nella loro crescita”, afferma emozionato ai microfoni de Il Quotidiano l’allenatore della prima squadra e organizzatore, Simone Pichierri.
Una storia iniziata con i colori sbagliati
“Le voci narrano che nel 1926 erano stati scelti il giallo e il nero”, racconta il presidente del club Elvezio Riva, “ma quando sono andati a Milano a cercare le magliette hanno trovato solo il nero-azzurro. Va benissimo così”.
Un aneddoto che è pure un indicatore di come quel 2 agosto del 1926 la storia dello Sport Club Balerna partì in maniera un po’ amatoriale e, inizialmente, senza un campo da gioco. Cosa direbbero i fondatori se potessero vedere il Balerna di oggi? “Ci rimarrebbero male”, risponde Riva, “perché una volta c’era tanta gente che giocava al pallone, ma veramente tanta, c’erano tanti appassionati e non c’erano le strutture. Adesso è esattamente il contrario: c’è meno gente che gioca a pallone e che si interessa, ma c’è una bellissima struttura”.
Le “attive” hanno trionfato in Seconda Lega
Comunque quest’anno, per lo Sport Club Balerna, c’è davvero tanto da festeggiare: per coronare i suoi 20 anni di esistenza, la squadra femminile (soprannominata “attive”) sabato sera ha vinto il campionato di Seconda Lega.
Da parte loro, i giovani giocatori in campo questa domenica calcistica confidano le loro emozioni e il trucco per evitare un goal: “Guardi gli occhi dell’avversario, oppure dove è indirizzato il piede”. Ieri come oggi, con la gioia di indossare la casacca nero-azzurra dello Sport Club Balerna.







