Le notizie giunte dall’Italia nelle ultime settimane hanno riportato l’attenzione sulla sicurezza nelle piscine. Solo nel mese di luglio tre bambini hanno perso la vita in incidenti collegati ai sistemi di aspirazione delle vasche. Episodi che hanno suscitato forte preoccupazione e che hanno spinto le autorità italiane a intervenire con una nuova direttiva destinata a rafforzare gli standard di sicurezza degli impianti.
Dal 1° agosto entrerà infatti in vigore una normativa che introduce controlli più severi sugli impianti pubblici, privati, aperti al pubblico e a uso collettivo. La misura, contenuta in un emendamento al decreto Sport approvato recentemente dalla Camera dei Deputati, mira a prevenire incidenti e annegamenti. Per consentire agli impianti di adeguarsi alle nuove prescrizioni è stato inoltre stanziato un fondo di quasi cinque milioni di euro.
“Sono fatti gravi che hanno un po’ turbato tutti e quindi ci siamo evidentemente anche noi posti la domanda, sia come associazione ma anche come proprietari delle strutture pubbliche”, spiega Roberto Mazza, direttore della Divisione Sport di Lugano e vicepresidente dell’Associazione delle piscine romande e ticinesi.
Secondo Mazza, tuttavia, nelle piscine ticinesi non si sono registrati casi riconducibili al cosiddetto effetto ventosa dei sistemi di aspirazione. Questo grazie a norme già molto rigorose applicate fin dalla fase di progettazione e costruzione degli impianti. “Nelle nostre strutture tutte le piscine con bocchettoni hanno griglie. C’è un obbligo di costruzione che prevede queste protezioni. Nei lidi più moderni, come Lugano rigenerato oltre vent’anni fa, i bocchettoni di fondo vasca sono stati eliminati con sistemi di filtraggio diversi”.
La sicurezza, però, non dipende soltanto dalla progettazione. Un ruolo decisivo è svolto dalla manutenzione periodica degli impianti. “Ogni anno le piscine pubbliche vengono svuotate per tutti i lavori. Le griglie difettose o usurate vengono cambiate. C’è l’obbligo di intervenire”, sottolinea Mazza.
Spetta ai gestori garantire la conformità degli impianti, ricorda Pascal Agosti Netti, capo delegato per la Svizzera meridionale dell’Ufficio prevenzione infortuni. “L’UPI consiglia di applicare le normative. È una sicurezza minima. Partire con una sicurezza di base nel costruito non è sufficiente, bisogna mantenerla con regolare manutenzione e controlli”.
“È un compito che difficilmente può essere sorvegliato esternamente ma sta negli obblighi di legge di chi gestisce un impianto. Ci sono anche sagome di prova per verificare che nulla resti incastrato”, precisa il responsabile UPI.
L’Ufficio prevenzione infortuni ricorda infine le regole fondamentali del bagnante: sorvegliare i bambini, non bere alcolici prima di nuotare e fare attenzione a dove ci si tuffa.






