Il consigliere di Stato Michele Barra, morto ieri pomeriggio a casa sua all’età di 61 anni, a partire da stamattina, lunedì, alle 10.00, potrà essere visitato a Casa Serodine ad Ascona. I funerali avranno luogo mercoledì pomeriggio nella chiesa del Collegio Papio.
Una morte, quella del responsabile del Dipartimento del territorio ticinese, che fa le prime pagine di tutti i quotidiani. “Addio al volto schietto della politica”, titola il Corriere del Ticino . “C’è un fatto significativo nella vicenda governativa di Michele Barra: la carica non ha cambiato l’uomo”, scrive nel suo commento Gianni Righinetti, che ricorda lo stile (“mai visto a Palazzo”) di Barra, “quel suo modo di porsi e quel pragmatismo genuino” che “ha fatto breccia nell’animo di molti ticinesi”.
Matteo Caratti su La Regione traccia un parallelismo tra il consigliere di Stato scomparso domenica e il presidente della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca deceduto in marzo. “Entrambi (l’uno scalpellino e l’altro muratore, divenuti poi imprenditori) provenivano dal medesimo mondo professionale, quello degli impresari costruttori”. E il loro agire “è stato improntato alla volontà di andare subito al sodo, senza curarsi più di tanto né delle forme, né delle invasioni di campo (…). Loro non erano nati politici, ma uomini del fare”.
Anche per il Giornale del Popolo “si è spento un ministro fuori dagli schemi”: questo il titolo in prima pagina del quotidiano. Gianmaria Pusterla sottolinea come Michele Barra abbia impresso rapidamente la sua impronta nel modo di far politica: “badando più al sodo, senza giri di parole e senza calcoli di bottega”. E aggiunge: “cominciava già a dar ‘fastidio’ a chi invece questi calcoli li fa”. “Come nella fiaba di Andersen, anche lui ci ha detto, con il suo modo di fare, che ‘il re è nudo’ e che il pregiudizio porta solo a perpetuare un inganno, non a trovare una soluzione”.
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Il commento
La notizia della scomparsa di Michele Barra figura naturalmente anche sui quotidiani d’oltralpe. Di “un consigliere di Stato dai modi schietti” parla la Neue Zürcher Zeitung, che stila un mini bilancio dei quasi sei mesi di lavoro di Barra nel governo ticinese. Blick, Berner Zeitung, Le Temps e altri giornali si limitano a dare la notizia della morte. Il Tages Anzeiger si chiede invece chi gli succederà nell’esecutivo cantonale: “I movimenti populisti conoscono grandi successi elettorali, ma poi faticano a trovare personalità in grado di assumere incarichi importanti”, conclude l’articolo firmato da Gerhard Lob.
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