Il Dipartimento grigionese di giustizia, sicurezza e sanità ha presentato mercoledì le nuove linee guida per organizzare la futura assistenza sanitaria. Fra le misure propone la chiusura di alcuni reparti maternità.
La situazione attuale
Ad oggi si contano 12 regioni sanitarie e 11 ospedali nei Grigioni: l’Ospedale cantonale a Coira che funge da centro ospedaliero, gli ospedali di Davos, Ilanz, Samedan, Schiers e Thusis ricoprono il ruolo di centri regionali. Infine a Savognin, Scuol, S. Maria in Val Monastero, Poschiavo e Promontogno si trovano Centri sanitari che garantiscono l’assistenza sanitaria di base. Solo in alcuni degli ospedali esiste un reparto maternità: le nuove linee direttive raccomandano di non mantenere tutti i reparti nascite attuali.
Assistenza decentralizzata
Malgrado ciò l’assistenza sanitaria dovrebbe rimanere decentralizzata. “Nell’ambito dell’ostetricia, si tratta di garantire la sicurezza delle gestanti in tutto il territorio cantonale”, scrive mercoledì il Cantone in un comunicato. Da un lato occorre tenere adeguatamente conto dell’esigenza delle giovani famiglie e delle future famiglie di disporre di assistenza vicino al luogo di domicilio. D’altro lato occorre garantire il massimo livello possibile di sicurezza e qualità nonché tenere conto della carenza di personale specializzato e di un’adeguata esperienza professionale delle levatrici, continua la nota.
Tempistiche e costi
Il piano decennale funge da documento strategico sulla cui base viene effettuata, tra l’altro, anche la pianificazione ospedaliera, che dovrebbe entrare in vigore nel 2028.
La messa in pratica degli obiettivi prevede adeguamenti legislativi e prestazioni sanitarie supplementari da parte del Cantone. “A seconda dell’organizzazione, questi costi variano dai 10 ai 20 milioni di franchi all’anno per i prossimi 10 anni”, scrive ancora il Dipartimento.

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Notiziario 20.05.2026, 11:00
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