Ticino e Grigioni

Bellinzona: indaga la procura federale

Per la donna che venerdì è entrata in un negozio armata di coltello si ipotizza infatti il movente terroristico

  • Un'ora fa
  • 46 minuti fa
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Bellinzona, una donna entra in un negozio con un coltello e minaccia le persone

RSI Info 30.01.2026, 15:29

Di: Francesco Lepori 

Non sarà la procura ticinese, ma il ministero pubblico della Confederazione (MPC) a condurre l’inchiesta sulla donna che venerdì, a Bellinzona, è entrata in un negozio di telefonia mobile minacciando i commessi con un coltello.

Gli inquirenti intendono infatti chiarire se, all’origine del gesto, vi sia un movente di natura terroristica, che sarebbe appunto di competenza federale. E questo a seguito della frase “Allah Akbar”, pronunciata a più riprese dall’imputata prima di venire immobilizzata a terra dagli agenti intervenuti sul Viale Stazione.

Nelle scorse ore è stato sentito uno dei negozianti. Lei, invece, non è ancora interrogabile, e si trova ricoverata in una struttura psichiatrica. Interpellato dalla RSI, l’MPC ha confermato la notizia, precisando di avere già chiesto al Giudice dei provvedimenti coercitivi, a titolo precauzionale, la carcerazione preventiva dell’imputata.

I reati ipotizzati nei suoi confronti sono quelli di sostegno e partecipazione a un’organizzazione terroristica, minaccia e violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari.

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