Ticino e Grigioni

Biasca: "Fu tentato omicidio"

Chiusa l’inchiesta sullo strangolamento di un 72enne

  • 30.05.2013, 21:00
  • 4 maggio, 12:13

Un raptus, una reazione rabbiosa ai rapporti sessuali che il giovane intratteneva da tempo con il 72enne. Fu questo, molto probabilmente, a scatenare la duplice aggressione avvenuta a Biasca agl’inizi di gennaio.

Tentato omicidio l’accusa principale di cui il ragazzo dovrà presto rispondere in aula. Alcuni giorni fa la procuratrice pubblica Chiara Borelli ha infatti chiuso l’inchiesta, prospettando al 18enne una lunga serie di reati: tentato omicidio intenzionale, come detto, ma anche lesioni gravi, lesioni semplici, esposizione a pericolo della vita altrui e, per aver rinchiuso l’anziano nella sua camera, rapimento e sequestro di persona.

Il tutto sull’arco di due fasi distinte, durante le quali la vittima venne picchiata e strangolata a più riprese. Per la prima, compiuta nella giornata di sabato 5, il perito psichiatrico ha ravvisato una scemata responsabilità da lieve a media. Nella seconda, riconducibile alla notte tra il 5 e il 6 gennaio, il giovane era invece – sempre stando all’esperta – completamente capace d’intendere e volere.

Il 18enne, difeso dall’avvocato Fulvio Pezzati, si trova tuttora in carcere. Il suo stato mentale ha complicato non poco il lavoro degli inquirenti, reso già difficoltoso dal fatto che l’anziano, rimasto duramente provato dalle percosse, non fosse interrogabile. Molte le domande a cui le indagini non hanno potuto dare risposta. A cominciare da quelle sull’eventuale presenza, nell’appartamento di Biasca, di un secondo aggressore.

di Francesco Lepori

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