Sei anni e nove mesi di carcere, per tentato assassinio. È la pena chiesta martedì per uno dei tre rumeni che nel 2012, a Bissone, accoltellarono un 30enne kosovaro. Dopo quasi un decennio e due processi già celebrati, alle Assise Criminali è comparso un altro dei protagonisti, un 45enne rumeno, arrestato soltanto nel 2019.
All'origine dei fatti ci sarebbero degli screzi legati al controllo della prostituzione e della sicurezza nei locali notturni, ma nemmeno in aula è stata fatta completa luce su cosa provocò il primo regolamento di conti tra la fazione di rumeni e quella dei kosovari. Il primo scontro, quello del 4 marzo del 2012, nel posteggio del Fox Town, è stato - secondo l'accusa - il motivo scatenante per meditare la vendetta avvenuta a Bissone qualche giorno più tardi.
La vittima stava rincasando assieme alla compagna, a Campione d’Italia, quando il gruppetto riuscì a raggiungerlo. Dopo averlo mandato fuori strada i tre rumeni ruppero i finestrini della Smart con le mazze da golf e successivamente gli sferrarono un’impressionante serie di coltellate,fermandosi soltanto perché preoccupati dall’arrivo delle forze dell'ordine. Senza l’immediato intervento dei soccorsi, le tredici o quattordici coltellate avrebbero senza dubbio causato il decesso del 30enne.
Diversa però è stata la versione fornita dal 45enne rumeno, che ha fortemente ridimensionato il ruolo avuto nella vicenda. La rivalità tra i due gruppi – ha spiegato – non aveva nulla a che vedere. La sentenza è attesa domani.

Accoltellamento di Bissone in aula
Il Quotidiano 13.07.2021, 21:25








