Il cacciatore può essere stanco e negarsi all'interrogatorio dei guardacaccia. Un uomo sulla cinquantina, residente nel Sottoceneri, è stato prosciolto dalla Corte d’appello e di revisione penale presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will a tre settimane dal dibattimento di secondo grado.
Il cacciatore, condannato ad una pena sospesa in Pretura penale come voluto dall pp Arturo Garzoni, è stato assolto dalle accuse di impedimento degli atti d’autorità, come richiedeva il suo legale, l’avvocato Fabrizio Monaci. Il reato, a detta dei giudici non sussiste. La condanna in complicità in contravvenzione alla Legge federale sulla caccia è invece stata annullata e rinviata al mittente.
I fatti
In tarda serata dell’8 settembre 2011, in territorio di Blenio, l'imputato viene fermato con un amico a bordo del suo fuoristrada. Era appena stato chiamato da un compagno che, dopo aver ucciso una cerva allattante, voleva essere riaccompagnato in cascina. I guardiacaccia hanno notato che il rapporto era incompleto, contrariamente a quanto previsto quando si toglie la vita alla madre di un piccolo (capo proibito).
Durante la verbalizzazione qualcosa non è funzionato. Non con colui che ha catturato l’animale, bensì con l'imputato che, visto che era oramai mezzanotte, si rifiutava di rispondere ai funzionari dell’Ufficio caccia e pesca. Gli animi si sono scaldati ed è volata qualche espressione colorita. Per questo è stata aperta un’inchiesta ed è scattato il procedimento penale.
Da.Pa






