La Regione Ticino affronta in pagina venerdì un problema emerso a Bellinzona per un’offerta d’impiego. Alla luce delle proteste giunte in redazione e sui social, il quotidiano segnala come in una boutique di intimo del centro, le donne attratte dalla proposta d’impiego siano, in sostanza, chiamate a svolgere una prova (poi) non retribuita.
Il quotidiano sottolinea che ad attirare le candidate c’è un cartello in evidenza, “Cercasi personale”. Le ragazze (e non solo) che si fanno avanti sono “reclutate” dopo le domande abituali e l’invio del CV, nutrendo così la speranza di un’assunzione.
"Prese in giro, tradite, umiliate", sono le sensazioni sfogate dopo aver capito che lo stage durato anche ore non sarebbe stato retribuito poiché poi si sentono dire che il negozio è già al completo. La situazione è nota ai sindacati come l’OCST, che per voce di Giorgio Fonio si è detto insoddisfatto dalla vicenda. E proprio il deputato ha confermato al giornale che tale modalità non è legale, oltre che inaccettabile.
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