E' iniziata nella tarda mattinata l'udienza preliminare a carico dei due presunti autori del delitto di Brusio che, il 21 novembre del 2010, stroncarono la vita dei coniugi Ferrari, uccisi a colpi di pistola nella loro azienda di Zalende. A Sondrio, la Procura chiederà di rinviare a processo il presunto killer e il presunto mandante.
Udienza a porte chiuse
Il valtellinese Ezio Gatti, 41 anni, è arrivato per primo, verso le 10.30 era già in tribunale a Sondrio, scortato dagli agenti del carcere di Como, dove si trova dal 22 settembre scorso. Ruslan Cojocaru, il moldavo di 31 anni, non era invece presente alle battute iniziali.
L'udienza preliminare, per quello che oramai tutti qui chiamano il delitto di Brusio, ha preso il via verso le 11.00, a porte chiuse. Nel ruolo di Gup - giudice delle udienze preliminari - il presidente stesso del tribunale. A sostenere la pubblica accusa, il procuratore capo Fabio Napoleone e per le difese l'avvocato Carlo Taormina del foro di Roma e l'avvocato Rossella Sclavi di Sondrio.
La questione della competenza giurisdizionale
Oggi si deciderà se rinviare o meno a processo i due imputati, ritenuti il mandante valtellinese e il presunto killer moldavo. Potrebbe essere sollevata nuovamente anche la questione giurisdizionale, ovvero la competenza dell'Italia a processare i due, che rischiano l'ergastolo (sono infatti accusati di omicidio premeditato e aggravato e di porto abusivo d'arma da fuoco).
All'udienza era presente anche uno dei figli dei Ferrari, accompagnato dall'avvocato Maurizio Carrara. Fuori dal tribunale, molti curiosi e un cittadino livignasco con tanto di cartello al collo: “buffoni, lasciate che i processi li facciano gli svizzeri”.
Antonia Marsetti





