Un piccolo pesce mai visto prima è comparso nel lago di Poschiavo. Si tratta del Gobione, una specie alloctona scoperta recentemente da un pescatore locale che ha subito allertato le autorità.
Livio Costa, guardiapesca responsabile della zona, conferma ai microfoni di Grigioni Sera: “Si tratta di una specie mai registrata in Valposchiavo”. Il Gobione è un ciprinide che raggiunge i 12-13 centimetri di lunghezza e viene utilizzato dai pescatori come esca viva.
La presenza di questo pesce è frutto di un’introduzione illegale. “Molto probabilmente qualche pescatore turista, nonostante sia severamente proibito, si è portato i suoi gobioni da esca, li ha usati e poi li ha liberati nel lago”, spiega Costa. La specie si sta ora riproducendo nella zona nord del bacino.
Il precedente del Salmerino
Non è la prima volta che una specie estranea trova casa nelle acque del lago. Negli anni 2000 il Salmerino, pur essendo autoctono a livello alpino, venne immesso illegalmente. La sua introduzione causò un boom demografico che favorì il turismo legato alla pesca sportiva. Dopo l’iniziale esplosione, la popolazione è calata e oggi si è integrata trovando un equilibrio quasi naturale.
Il Gobione rappresenta però una minaccia diversa. È un piccolo pesce di fondo, senza alcun interesse sportivo. Il rischio principale riguarda l’equilibrio della base della catena alimentare del lago. Per questo motivo viene trattato come una minaccia da eradicare.
L’appello ai pescatori
Livio Costa lancia quindi in conclusione un appello chiaro: “Si raccomanda ai pescatori che magari li catturano nelle nasse per i gamberi di annunciarlo e assolutamente eliminarli”.
Parallelamente, il Cantone è attivo con un piano di ripopolamento basato su materiale ittico allevato in valle, strettamente indigeno. Durante la pesca alla frega di novembre sono state catturate circa 200’000 uova. Queste hanno permesso di immettere 100’000 avannotti nel lago di Poschiavo, 15’000 nei fiumi e torrenti, 20’000 nei laghi alpini. Altri 10’000 vengono forniti alla Val Bregaglia per ripopolare il fiume dopo la frana del Cengalo. Circa 14-15’000 avannotti di trote autoctone sono tenuti come riserva di sicurezza nelle vasche affidate alla Società Pescatori Valposchiavo.











