Potrebbe essere all'epilogo il giallo la vicenda anticipata dalla RSI lo scorso novembre sulla tragica fine di un giardiniere di Casalzuigno, a pochi chilometri dal confine in provincia di Varese. Un uomo, infatti, da lunedì sera è in stato di arresto nel carcere di Varese con l'accusa di omicidio volontario ed occultamento di cadavere, quello del giardiniere scomparso lo scorso 24 settembre, il cui corpo è stato ritrovato il 12 novembre sepolto in una zona boschiva vicino al paese.
L'uomo di 36 anni arrestato è un vicino di casa della vittima uccisa con un colpo di pistola alla testa, un sospettato sul quale si erano concentrate da subito le attenzioni degli inquirenti dopo il ritrovamento del corpo avvenuto vicino ai resti del suo cane, ucciso anch'esso con la stessa arma.
Secondo l'accusa formulata dagli investigatori, il presunto omicida avrebbe compiuto il delitto a causa di una lite legata al possesso di sostanze stupefacenti. L'arma utilizzata, una pistola, non è ancora stata ritrovata. Nei giorni scorsi, invece, i carabinieri hanno rinvenuto nei boschi attorno al paese, nascosti sotto terra, il telefono cellulare della vittima e il piccone utilizzato per scavare la fossa dove è stato sepolto il corpo.
Red.MM/ATS/sdr




