Ticino e Grigioni

Calarsi nella vecchiaia per entrare in empatia con gli anziani

Tute e occhiali che simulano invecchiamento e demenza: il Centro professionale sociosanitario medico-tecnico di Lugano propone corsi per capire meglio la vita nella quarta età

  • 56 minuti fa
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Prima Ora del 27.04.2026: calarsi nella vecchiaia per entrare in empatia con gli anziani

RSI Info 01.05.2026, 10:32

Di: Alice Caldelari  - Julie Kühner, riprese - Riccardo Prioglio, montaggio

Indossare guanti che limitano la sensibilità delle mani e occhiali che simulano l’indebolimento della vista. Oppure mettere una tuta che ricrea la percezione dell’invecchiamento fisiologico causato dall’età. Lo scopo? Entrare in empatia con gli anziani.

Al Centro professionale sociosanitario medico-tecnico di Lugano vengono proposti corsi di formazione che permettono di calarsi nei panni della quarta età, simulando l’invecchiamento e la demenza. Attraverso degli esercizi pratici, ci si rende conto di come, con l’avanzare degli anni, anche le attività più semplici risultino difficili da compiere.

I guanti che limitano la sensibilità delle mani

I guanti che limitano la sensibilità delle mani

Un corso aperto a tutti

I corsi sono indirizzati a chiunque. “Abbiamo fatto queste formazioni anche a persone che sono già professioniste, nell’ambito della formazione continua, per sensibilizzare e tenere sensibilizzati i professionisti della salute”, racconta Elisa Soldini, docente facilitatrice di simulazione al Centro cantonale di simulazione. “Di fatto, facciamo simulare una malattia”, spiega. “Questo sviluppa una capacità empatica e soprattutto una riflessione verso l’empatia”.

Elisa Soldini, docente facilitatrice di simulazione al Centro cantonale di simulazione

Elisa Soldini, docente facilitatrice di simulazione al Centro cantonale di simulazione

Un’esperienza che colpisce

La reazione scaturita da queste attività è praticamente sempre la stessa. “Fa impressione a tutti. Tutti sono molto colpiti da questo genere di esperienza”, prosegue Soldini. “Chi ha lavorato per più tempo con persone con demenza, a mio modo di vedere, la vive in modo più forte perché la correla con l’esperienza avuta con il paziente”.

Le figure professionali che si occupano di queste formazioni sono due, come spiega Stefania Tomola, coordinatrice del Centro professionale cantonale di simulazione: “La figura infermieristica e la figura degli specialisti in attivazione. Gli specialisti in attivazione si occupano dell’aspetto ludico e delle attività dell’anziano. Noi invece abbiamo l’occhio sulla parte sanitaria”.

Questi occhiali simulano la cataratta e altre malattie degli occhi o problemi alla vista dovuti all'età

Questi occhiali simulano la cataratta e altre malattie degli occhi o problemi alla vista dovuti all'età

Utile anche per i caregiver

Le attività di simulazione, oltre che agli addetti ai lavori, vengono proposte anche alla popolazione e ai caregiver, ossia le persone che si prendono cura di familiari anziani o malati: “Molto spesso il caregiver fa fatica a comprendere il cambiamento di un paziente con demenza.”

Anche il cambiamento fisiologico - con perdita della vista e dell’udito – è spesso sottovalutato: i movimenti, per esempio, possono diventare più lenti. Grazie a una tuta speciale è possibile comprendere come effettivamente una persona anziana possa sentirsi.

Stefania Tomola, coordinatrice del Centro professionale cantonale di simulazione

Stefania Tomola, coordinatrice del Centro professionale cantonale di simulazione

Non è la realtà, ma aiuta a capire

Ma questa simulazione, di fatto, quanto è reale? “Questi esercizi non possono raggiungere totalmente la realtà, perché questo è difficile, forse impossibile” spiega Tomola. “Il mondo sanitario ha già una conoscenza sui vari tipi di demenza e quindi fanno questo tipo di correlazione. Ha anche un obiettivo didattico. Per i caregiver, invece, è un’esperienza di vita e un modo diverso di guardare l’altro. Banalmente ci indisponiamo alla cassa del supermercato perché una persona ci mette troppo tempo a pagare, a mettere le cose nei sacchetti della spesa. Non parliamone poi se qualcuno attraversa le strisce pedonali e va troppo lento”, continua.

“La nostra speranza”, conclude Stefania Tomola, “è che si cambi anche il modo di vedere le altre persone, perché in fondo, se una persona non corre come te, può avere un motivo per non farlo”.

La giacca zavorrata permette di capire le difficoltà del cambiamento fisiologico causato dall'invecchiamento

La giacca zavorrata permette di capire le difficoltà del cambiamento fisiologico causato dall'invecchiamento

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