Il numero di detenuti over 60 anni rappresenta il 6% della popolazione carceraria in Svizzera ed è la fascia d’età cresciuta maggiormente negli ultimi 40 anni.
L’invecchiamento demografico è un fenomeno che si fa sentire anche nelle carceri ticinesi. Attualmente, i detenuti sono circa 270: tra questi, 20 hanno più di 60 anni mentre gli over 80 sono due, con il più anziano che ha 84 anni.
I dati ticinesi
Secondo i dati forniti dal direttore delle carceri Stefano Laffranchini, gli over 60 rappresentano il 7,4% della popolazione carceraria. Una percentuale più alta rispetto al dato svizzero.
Le cause del fenomeno
Laffranchini, intervistato a SEIDISERA della RSI, ha individuato tre motivi che spiegano questo fenomeno: “Alcune situazioni sono date dalle condizioni sociali un po’ degradate che spingono le persone a commettere atti di microcriminalità in misura tale da contemplarne la detenzione”, ha spiegato.
C’è anche una questione legata all’età: “Alcuni reati sono commessi in età giovane ma emergono in un secondo tempo, quando ormai la persona è già anziana”. Infine, ha aggiunto Laffranchini, “vi sono persone soggette a misure terapeutiche per cui in alcuni casi è anche prevista la reclusione a vita, dunque invecchiano in carcere”.
La sezione anziani
Chi viene condannato a distanza di anni lo è soprattutto in relazione a condanne per reati sessuali emersi o denunciati in un secondo momento. Quindi, più i detenuti sono anziani, più è necessario gestire dei bisogni specifici tipici dell’età avanzata. “Il Ticino è stato confrontato prima con questo fenomeno”, continua Laffranchini, “e questo ha permesso alla politica di intraprendere i passi necessari e ha fatto sì che il carcere predisponga una serie di misure che garantiscono la dignità di queste persone”.
Tra queste c’è la sezione anziani dedicata agli ultrasessantenni, che si trova al piano terra della Stampa – quindi senza il bisogno di fare le scale – ed è dotata di bagni e docce per disabili.
Flessibilità sul lavoro
Altre misure riguardano l’occupazione e la gestione di chi, con l’età, vede la propria salute deteriorarsi. “Malgrado il Codice penale preveda l’obbligo al lavoro, siamo abbastanza flessibili con persone di una certa età e permettiamo loro di fare delle attività in modo differenziato”, spiega il direttore.
Trasferimenti in case anziani
“Se il carcere non dovesse essere più in grado di garantire la dignità della persona detenuta, riusciamo, tramite l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa e il giudice dei provvedimenti coercitivi, a collocare determinate persone in casa anziani”, aggiunge Laffranchini.
Un’eventualità che può capitare due o tre volte all’anno. “Si tratta di condizioni psicofisiche degradate”, precisa. “Vuol dire che la persona non è in grado di intendere e di volere. Quindi le case anziani dove vengono collocate sono case anziani normali sul territorio”.
Se altrove in Svizzera ci sono casi di detenuti in case anziani che subiscono bullismo o molestie, in Ticino le dinamiche nei loro confronti appaiono diverse, in positivo. “Si va verso un comportamento accogliente”, conclude Stefano Laffranchini.







