Anche oggi fa caldo, molto caldo. Attenzione però: secondo il meteorologo Luca Nisi di MeteoSvizzera, usare il termine canicola non è corretto. Si tratta piuttosto di una “breve ondata di caldo, dato che le temperature elevate non si sono verificate in modo esteso in tutta la Svizzera ma solo a livello locale”. Le ragioni sono da ricondurre a una zona di alta pressione instaurata da diversi giorni sull’Europa centro-occidentale. Questo fenomeno ha due effetti principali: cieli sgombri da nuvole che permettono alla radiazione solare di riscaldare la massa d’aria, e conseguenti moti discendenti dell’aria che creano condizioni favorevoli per temperature molto alte.
Temperature da record in Ticino
In Ticino “si sono toccate temperature fino a 32 gradi in località come Lugano, Stabio e Locarno Monti. A Biasca si è addirittura raggiunto il record di 33,1 gradi: il valore più elevato mai registrato per il mese di maggio a sud delle Alpi. Si tratta di temperature di quasi dieci gradi superiori alla norma per questo periodo dell’anno, paragonabili alle fasi calde che viviamo d’estate”, ci spiega ancora Nisi, che tuttavia puntualizza: la differenza rispetto all’estate sta però nelle temperature notturne che, con variazioni locali, tendono ancora a scendere sui 16-18 gradi, “non ci troviamo quindi ancora a vivere le notti tropicali avvenute nelle fasi estive degli ultimi anni”.
Cambiamento climatico, ondate di caldo sempre più frequenti
Ondate di caldo come questa sono da ricondurre al cambiamento climatico? Secondo il meteorologo, la risposta non è semplice. Collegare singoli eventi meteorologici - come ondate di caldo, di freddo o alluvioni - al cambiamento climatico è difficile, soprattutto se si verificano a livello locale: “Servirebbe uno studio di attribuzione specifico. Sulle ondate di caldo, però, il segnale è chiaro: negli ultimi anni e decenni sono diventate molto più frequenti rispetto alle ondate di freddo. Ogni anno si registrano diversi periodi con temperature medie superiori alla norma. È proprio questa ripetizione degli eventi che permette di collegare, in modo statisticamente significativo, le ondate di caldo al cambiamento climatico”.
Temperature in calo da venerdì, ma ancora sopra la media stagionale
Le temperature dei prossimi giorni - specifica Luca Nisi - rimarranno ancora superiori alla norma stagionale, ma non più con valori da record. Oggi e domani, a sud delle Alpi e in Vallese, si potranno ancora toccare i 33-34 gradi, mentre nelle restanti regioni si arriverà sui 31 gradi. Una prima diminuzione arriverà venerdì e sabato, quando anche al sud non si supereranno più i 30-31 gradi. Da domenica e lunedì il calo sarà più marcato, con un’attività temporalesca più intensa: le temperature massime non supereranno i 27-28 gradi, valori ancora sopra la norma ma non più in modo così significativo come in questi giorni.
Un forte stress per la salute
Secondo MeteoSvizzera, le ondate di calore rappresentano uno dei pericoli naturali più seri per la Svizzera: sollecitano il cuore, la circolazione e l’apparato respiratorio, riducono le capacità fisiche e mentali e possono essere letali, soprattutto per le persone fragili. Le notti calde aggravano il problema, perché impediscono al corpo di recuperare. Un metro di misura: nell’estate del 2003 si registrarono in Svizzera 975 decessi in eccesso rispetto alla media, mentre in Europa le vittime legate al caldo furono circa 70’000. Dal 2005 MeteoSvizzera emette allerte di canicola per consentire alla popolazione e alle autorità di prepararsi per tempo.

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