Chiariamo subito un punto fondamentale: l’ondata di caldo anomala di questi giorni non ha nulla a che fare con El Niño, anche se il celebre fenomeno climatico del Pacifico è previsto per quest’anno. C’è anche la concreta possibilità che si verifichi in maniera particolarmente accentuata, tanto che c’è chi lo ha già ribattezzato “super El Niño”. Nonostante avrà conseguenze importanti sull’America Latina, il suo impatto sulla Svizzera e sull’Europa centrale è ancora incerto a livello scientifico, ma difficilmente sarà significativo. Eppure, le temperature già elevate in tutta la Svizzera, le scarse precipitazioni degli scorsi mesi e le basse riserve di neve in montagna lasciano prevedere un’estate a forte rischio di siccità e ondate di caldo significative.

Caldo al di sopra della norma
Il Quotidiano 22.05.2026, 19:00
Cos’è El Niño
El Niño indica un fenomeno ciclico di riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale e accompagnato da cambiamenti nei venti e nella circolazione atmosferica a forte rischio di siccità e ondate di caldo significative, alternato al fenomeno opposto, chiamato La Niña. Questi episodi si verificano a distanza di alcuni anni l’uno dall’altro e possono durare diversi mesi. Le conseguenze per le regioni direttamente interessate sono molto importanti. El Niño porta spesso precipitazioni abbondanti in alcune aree dell’America Latina, mentre La Niña è spesso associato a condizioni molto secche. In Australia e Indonesia, sul versante opposto del Pacifico, accade generalmente il contrario: El Niño favorisce siccità e incendi, La Niña aumenta il rischio di piogge intense e alluvioni.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/oltre-la-news/El-Ni%C3%B1o-e-La-Ni%C3%B1a-i-bambini-impertinenti-del-Pacifico--1814563.html
La National Oceanic and Atmospheric Administration, l’agenzia scientifica statunitense che si occupa di oceani e atmosfera, prevede con una probabilità dell’82% che un nuovo El Niño si sviluppi tra maggio e giugno e con una probabilità del 96% che raggiunga il picco nel prossimo autunno-inverno. Gli scienziati sottolineano però che resta molta incertezza sulla sua effettiva intensità, cioè su quanto aumenterà la temperatura delle acque. I grafici indicano circa una probabilità su quattro che l’evento sia «molto forte», con un aumento di oltre due gradi centigradi della temperatura superficiale del Pacifico equatoriale.
L’ultimo episodio registrato di “super El Niño” si è verificato nel 1870-1871, ma quello oggi preoccupa, però, è che i suoi effetti potrebbero sommarsi a quelli del cambiamento climatico.
«Gli effetti del cambiamento climatico sul fenomeno di El Niño non sono ancora chiari. Probabilmente, però, un El Niño particolarmente intenso aumenta di molto la probabilità che l’anno in corso possa risultare, a livello mondiale, tra i più caldi mai misurati finora», commenta Luca Nisi, meteorologo di MeteoSvizzera.
In Europa siamo protetti in larga parte dagli effetti di El Niño. «Qui questi effetti sono decisamente attenuati e sono un po’ più visibili in inverno, ma in modo molto irregolare», dice Nisi. Infatti, nelle medie e alte latitudini del pianeta le perturbazioni legate a El Niño vengono in buona parte ridotte dai venti occidentali predominanti.
L’ondata di caldo in Svizzera
In questi giorni, intanto, nella Svizzera italiana stiamo affrontando un’ondata di caldo particolarmente intensa per la stagione con temperature che supereranno i trenta gradi a causa di una zona di alta pressione sul Mare del Nord dovuta a una massa d’aria di origine subtropicale. Non è la prima volta che accade a maggio, ma quest’anno il caldo risulta particolarmente intenso e secondo gli esperti c’è persino la possibilità di registrare qualche nuovo record. Comunque, già per il momento si tratta di valori massimi di quasi dieci gradi superiori a quelli registrati in media tra il 1991 e il 2020, che seguono il secondo mese di maggio più caldo mai registrato a sud delle Alpi.
Secondo le previsioni, l’estate avrà temperature maggiori della media stagionale. Bisogna poi considerare che aprile è stato molto avaro di piogge e che le precipitazioni temporalesche, come quelle di inizio maggio, non vengono immagazzinate nel terreno in modo efficiente. «Adesso entriamo in un prolungato periodo probabilmente senza precipitazioni e con tanto sole, quindi il terreno perderà ulteriormente umidità. Cominciare la stagione estiva con condizioni tendenzialmente siccitose è un’aggravante per le temperature», spiega Nisi.
https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/societa/Il-caldo-futuro-dell%E2%80%99acqua-svizzera--2134741.html
Attualmente non sono previste nelle prossime settimane precipitazioni in grado di rifornire in modo significativo il terreno d’acqua ed è già stato diramato un avviso siccità di livello due, un tipo di allerta recentemente introdotto in Svizzera. La situazione è ulteriormente aggravata dalla forte carenza di neve sulle montagne, una delle principali riserve d’acqua della Svizzera. In base alla situazione e alle previsioni attuali, questa estate potrebbe essere particolarmente difficile dal punto di vista climatico e idrico. Il “super El Niño”, però, non c’entra niente.








