La politica sul territorio, quando Facebook forse conta meno di una stretta di mano o di un aperitivo al bar. Le elezioni comunali in Ticino sono un esercizio di democrazia di prossimità. Oltre seimila fra candidati e candidate, una miriade di liste da quelle classiche a quelle più fantasiose che durano magari solo il tempo di un'elezione.
Le comunali chiudono dodici mesi di passione politica segnati dalle cantonali dell'aprile di un anno fa e poi dalle federali di ottobre.
Chi ha perso nel 2015 sogna qualche rivincita almeno parziale. Chi ha vinto, come la Lega dei Ticinesi, punta a conservare il vantaggio o a crescere nei comuni dove è ancora poco presente.
La posta in gioco è di quelle importanti. La sfida di Lugano dopo il ribaltone del 2013, il clima da "vogliamoci bene" che sembra regnare a Locarno dopo l'uscita di scena di Carla Speziali, la sfida per il sindacato fra PLR e Lega nella città di Chiasso che registra l'addio un po' polemico di Moreno Colombo, il cambio della guardia a Biasca. Bellinzona, questa volta, sta a guardare. L'aggregazione ritarda di un anno la battaglia elettorale nella capitale.
Per la RSI, le elezioni comunali ticinesi sono un'altra occasione per dimostrare attenzione al territorio, per raccontare che cosa succede e cogliere gli umori del canton Ticino. Lo faremo con approccio differenziato fra web, radio e televisione cercando di offrire spunti di riflessione, di dibattito e curiosità. Saremo il punto di riferimento per chi vuole saperne di più su un paese che sta cambiando.
Reto Ceschi




