di Sandro Pauli
Con questa decisione si resta nell’illegalità, per cui abbiamo preso carta e penna e abbiamo scritto alla Segreteria di Stato per l’economia (SECO). È per dire questo – in estrema sintesi – che il Movimento per il socialismo (MPS) ha convocato una nuova conferenza stampa questa mattina a Bellinzona. “Sappiamo di rompere le scatole – ha dichiarato, senza peli sulla lingua, il coordinatore del movimento Giuseppe Sergi – ma non l’abbiamo voluto noi. Anche la signora Sadis lo ha detto chiaramente: è arrivato un nuovo attore”.
L’allusione – fin troppo evidente – è al Centro Ovale di Chiasso e alla sua richiesta di poter lavorare la domenica. A questo proposito l’MPS precisa: “Laura Sadis ha sbagliato parlando di parità di trattamento tra le due strutture. Inoltre l’attrattiva economica del Centro è contestabile”. Parola di MPS, che si appoggia, per spiegarsi, su un eminente professore di diritto – Jean François Aubert – secondo il quale: “non è che concedendo il diritto di aprire a una pompa di benzina lo concedo automaticamente anche ad altre 20 strutture simili”.
Tutta colpa del DFE?
Accettando l’accordo per il Foxtown, che nel ’96 ha permesso le aperture domenicali, di fatto non avete contribuito anche voi a creare confusione, è stato chiesto durante la conferenza stampa? Il contratto concluso a suo tempo per il Foxtown giustificava ampiamente l’accettazione di questo accordo, ha prontamente replicato l’MPS.
“Il consiglio della magistratura ci ha scritto”
L’incontro con i media è stata anche l’occasione per ribadire le ultime novità sul fronte giudiziario della vicenda. Ci aggiorna Sergi:
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E, come detto, anche per dire forte e chiaro che l’MPS con questa proroga fino a febbraio 2013 proprio non ci sta. La riflessione del suo deputato in Gran Consiglio Matteo Pronzini:
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