È stato condannato a 18 mesi sospesi con la condizionale per tre anni il 33enne locarnese, di origine macedone, comparso davanti alla Corte delle assise criminali per difendersi dall’accusa di truffa, per aver clonato carte di credito, usate in seguito per darsi alla bella vita. La sentenza, di fatto, ha parzialmente confermato l'atto d'accusa.
L’uomo sarebbe riuscito, tra il 2008 e il 2010, a clonare le carte di credito mentre lavorava come cameriere in un ristorante e le avrebbe poi usate per pagare conti per 60'000 franchi. L’imputato era accusato anche di complicità in furto aggravato, per aver accompagnato o fatto da palo ad alcuni complici, già condannati.
L’accusa, nei suoi confronti, aveva chiesto una condanna a 2 anni e 3 mesi, di cui 9 mesi da espiare in carcere. L’avvocato difensore aveva ammesso la partecipazione del suo cliente in alcuni reati minori, ma contestava tutti i reati legati alle carte di credito e aveva chiesto una condanna di massimo un anno, sospeso con la condizionale.
CSI/Red.MM
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CSI 18.00 del 05/09/2014 Il servizio di Daniela Giannini
CSI 12.05 del 05/09/2014 Il servizio di Daniela Giannini






