La bufera politica che ha travolto il presidente del Consiglio di Stato ticinese, Claudio Zali, si arricchisce di nuove e durissime reazioni. Dopo la Lega dei Ticinesi che prende tempo e l’MPS che sostiene che queste parole non possono essere ridotte a una questione privata, oggi (giovedì) anche i Verdi del Ticino e il movimento Avanti Ticino & Lavoro hanno preso una posizione in merito ai file audio diffusi online, nei quali si sentono frasi choc sulla violenza contro le donne attribuite al ministro leghista.
I Verdi in un comunicato stampa esprimono “profondo sconcerto” per dichiarazioni ritenute di estrema gravità. Pur riconoscendo che le parole sarebbero state pronunciate in un contesto privato, il partito sottolinea come compromettano seriamente la credibilità istituzionale di chi dirige la polizia cantonale e la magistratura. Per questo motivo i Verdi chiedono a Zali un “chiarimento pubblico” e un “immediato passo indietro” dalla gestione di questi delicati settori, da affidare a una figura super partes e non legata alla Lega. Qualora i fatti fossero confermati, per i Verdi le dimissioni dal Governo diventerebbero inevitabili. Una richiesta di passo indietro motivata anche dal procedimento penale sul caso del 14enne alla Farera.
Ancora più perentoria la presa di posizione di Avanti Ticino & Lavoro, affidata ai social: “La questione è semplice: Zali ha picchiato una donna? Se sì, se ne deve andare, punto e basta”. Il movimento esorta il Consiglio di Stato a revocargli subito la gestione di polizia e magistratura, richiamando i colleghi di Governo a non trincerarsi dietro frasi di circostanza e ad assumersi le proprie responsabilità di fronte a un tema sensibile come la violenza di genere.

Il caso Zali
Telegiornale 22.07.2026, 20:00

Diffusi sui social alcuni audio in cui Claudio Zali evoca azioni violente contro una donna
Il Quotidiano 22.07.2026, 19:00





