Continua a suscitare opposizioni la nuova pianificazione di Castione, mirante a riqualificare l’intero comparto e comprendente anche l’inserimento in zona industriale del discusso complesso sportivo-commerciale DaiTicino. Contro la variante accolta lo scorso 14 aprile dai cittadini di Arbedo-Castione, che parallelamente avevano bocciato la creazione della prima zona ufficialmente a luci rosse del Ticino, è stata inoltrata una decina di ricorsi. Saranno evasi dal Governo nell’ambito della procedura di approvazione definitiva della variante elaborata dal Comune, con il concorso del Cantone, per rilanciare le sorti della frazione valorizzandone le vocazioni residenziale e industriale.
Tra chi ha impugnato la variante figurano alcuni privati aderenti all’Associazione per il miglioramento ambientale di Castione (Amica) che dopo aver promosso il referendum hanno sottoscritto un ricorso collettivo e un altro cittadino preoccupato, come riferito nei giorni scorsi dal GdP, dall’assenza di regole riguardanti la prostituzione. Ma non solo. All’entrata in vigore della nuova pianificazione si oppongono anche i proprietari di quasi tutti i terreni dell’area industriale. A partire dal gruppo Marti che, tramite le sue controllate, possiede all’incirca la metà dell’intera superficie.
Diego Moles









