Il presidente del PLRT mercoledì sul Corriere del Ticino ha accusato Claudio Zali (Lega dei Ticinesi) di “cercare voti e consensi nell’area ambientalista”. Una mossa, quest’ultima, che “puzza (…) di strategia elettorale”. E per la quale era stato bacchettato anche dal sindaco di Lugano, Marco Borradori domenica durante la presentazione delle liste della Lega a Pregassona.
Rocco Cattaneo ammonisce il direttore del Dipartimento del territorio, candidato al Consiglio di Stato nelle prossime elezioni di aprile, esortandolo “a non ingannare i ticinesi con proposte ideologiche e demagogiche” con riferimento alla tassa sui posteggi “o altre misure simili”, “una delle quali definita ‘arbitraria’ dal Tribunale federale”.
Il numero uno del PLRT definisce “una crociata” il “muro contro muro” di Zali “contro gli interessi economici”. “Per lei - scrive Cattaneo – l’economia sembra una specie di associazione per delinquere (…) che manovra i ‘soldatini’ in Gran Consiglio”.
Le proposte di Zali, aggiunge il liberale-radicale, sono imposte “in stile dirigista”, insinuando che l’ex giudice abbia “un’anima vetero marxista”.
“Dovrebbe capire, signor giudice (…) che oggi il suo ruolo non è più quello del presidente della Corte che alla fine del dibattimento entra in aula e tutti zitti ad ascoltare la sentenza”.
“Non ci lasceremo ridurre – conclude Cattaneo – al ruolo di imputati”.
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