Il Consiglio di Stato ticinese, modificando il Regolamento sui posteggi privati per ridurre la disponibilità complessiva di parcheggi e quindi il traffico, lo scorso anno è incorso in un arbitrio non coinvolgendo la commissione consultiva. Andava sentita anche se il gremio istituito nel 2004 nel frattempo si è esaurito per l’inattualità del suo ruolo e per la mancanza di attività.
A rilevarlo è il Tribunale federale nelle motivazioni della sentenza con la quale lo scorso dicembre ha accolto il ricorso presentato dalla DISTI (l’associazione della grande distribuzione sulla cui legittimità a ricorrere i massimi giudici federali non si esprimono) e da un privato.
A mente di Mon Repos il Governo "ha manifestamente oltrepassato il quadro delle competenze" stabilito dalla Legge sullo sviluppo territoriale "ed è quindi incorso in un arbitrio". E "poco importa sotto questo profilo che alcune associazioni interessate siano state genericamente informate dal Dipartimento del territorio riguardo alla problematica della mobilità e dei posteggi".
Diem/OA
"Con improvvisazione e forzature non si ottiene nulla"
"Con l’improvvisazione e con le forzature, come dimostra la sentenza del Tribunale federale, non si ottiene nulla, se non controversie giudiziarie che, evidentemente, non giovano a nessuno". Lo rileva in una nota l'Associazione economia e ambiente (ASSEA) che, esprimendo soddisfazione, chiede che "tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati, si siedano insieme allo stesso tavolo e procedano a ricercare delle misure effettivamente praticabili per cercare di raggiungere il risultato auspicato".




