Ticino e Grigioni

"Ci conoscevamo da 11 anni"

Delitto di Besso, in aula pure l'ex compagno della vittima

  • 11.12.2012, 15:42
  • 4 maggio, 12:12
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  • Ti-Press / Samuel Golay /

Nel secondo giorno del processo sull’omicidio del 40enne M.D., ucciso l’11 novembre 2010 nel suo appartamento di Via Sorengo a Besso, è stato chiamato a deporre l’ex compagno della vittima, M.C. Alla sbarra, il 52enne H.P.M., per il quale il procuratore pubblico Moreno Capella ha promosso l’accusa di assassinio, subordinatamente di omicidio intenzionale, sostenendo la tesi della premeditazione.

M.C. ha evidenziato il forte legame con la vittima – “Ci conoscevamo da 11 anni” – e i progetti in comune: comprare una casa, aprire un Bed & breakfast. Per acquistarla avrebbero usato un’eredità di M.D.; soldi poi affidati in parte ad H.P.M., “affinché li facesse crescere”. L’investimento però non sarebbe andato come sperato.

L’ex compagno di M.D. ha anche parlato del suo rapporto con H.P.M.: “L’avevo incrociato due o tre volte, ma M.D. mi aveva assicurato che era solo un amico e non c’era stato contatto fisico”.

La scena del crimine

Ad M.C. viene poi chiesto di descrivere la scena del crimine. Racconta di oggetti sparpagliati per casa, senza senso, in contrasto con le abitudini di M.D.; riferisce anche di cassetti aperti, come se qualcuno avesse rovistato. “Ho pensato che qualcuno avesse organizzato tutto, affinché la colpa ricadesse su di me”. In effetti, dopo l’omicidio, M.C. è stato fermato dalla polizia. E lo racconta, piangendo.

Gli ultimi due giorni della vittima

Prima della deposizione di M.C., l’imputato H.P.M. ha ripercorso gli ultimi due giorni di vita della vittima, che la sera del 9 novembre gli avrebbe confessato: “Non voglio stare senza te, sei stata la persona più importante degli ultimi 15 anni della mia vita”. H.P.M. dice di aver già sentito quelle parole e di non averci creduto: “Gli ho chiesto di parlare prima con il suo compagno”.

L’11 novembre H.P.M. rivede M.D. per sapere se lo fa fatto, per sapere se ha parlato con M.C. Va all’appuntamento in scooter, indossando un training. Dettagli sui quali il giudice si sofferma molto. Perché un abbigliamento tanto informale? Perché le due ruote, nonostante la temperatura invernale (4-8°C)? HPM non risponde (“Lo farà il pp Moreno Capella”, assicura la Corte). Il sospetto è che si cerchino gli indizi della premeditazione.

M.D. e H.P.M. l’11 novembre cenano fuori. Una cameriera dirà di averli sentiti parlare di cifre (“200'000 qualcosa...”). Poi rientrano in casa, ma la tanto agognata risposta che H.P.M. attende non arriva. Arrivano invece insulti e attacchi volgari da parte di M.D. (“Cosa pensi? Che lascio M. per vivere con un vecchio idiota come te?”). E, in tutta risposta, arrivano anche le 30 coltellate. “C’era lì vicino un coltello” – ammette H.P.M. – “un coltello che io stesso gli avevo regalato”.

Angelo D'Andrea

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