All'automobilista 41enne, che nel giugno scorso sfondò con la sua vettura l'entrata del Pronto soccorso dell'ospedale Civico di Lugano, è stata inflitta una pena di due anni sospesi a favore di un trattamento stazionario in clinica.
L'uomo, con il suo gesto, aveva ferito leggermente 3 persone. Per questo motivo il giudice ha confermato l'accusa più grave di tentato omicidio plurimo intenzionale, per dolo eventuale. "L'imputato ha corso e accettato il rischio di uccidere qualcuno" ha sottolineato il giudice Mauro Ermani che ha comunque riconosciuto all'uomo una scemata imputabilità di grado grave. Ma non totale come chiedeva invece la difesa.
La notte del 13 giugno scorso, quando piombò con l’auto nel pronto soccorso, il 41 enne era sotto l’effetto di droghe e in preda a un delirio complottistico: credeva che stesse per morire avvelenato. Mise a repentaglio la vita di numerose persone: non solo i 7 pazienti che erano in sala d'attesa all’ospedale ma anche molte altre lungo il tragitto da Melide.
La scemata imputabilità ha pesato fortemente - al ribasso - sulla pena. Due anni rispetto ai 5 chiesti dalla procuratrice Margherita Lanzillo e ai sei di base per simili reati. Tutti, anche l'imputato, erano d'accordo sul fatto che - al di là della condanna - urgesse una terapia. Aspetto centrale anche per la Corte che ha quindi ordinato un trattamento stazionario, in clinica... e non in carcere dove l'imputato si trovava finora.
Dovrà anche risarcire il Civico per i danni provocati: circa 35 mila franchi
MABO/CSI/Diem






