La quarta seduta di Gran Consiglio è iniziata lunedì con il botto, ossia con la decisione di Cleto Ferrari, ex collaboratore personale dello scomparso direttore del Dipartimento del Territorio (DT) Michele Barra (e poi del successore di quest’ultimo Claudio Zali), di lasciare il gruppo leghista in Parlamento e di far presenza fino al 2018 come indipendente.
Alla base della decisione vi è la scelta della Lega di sostituirlo in sede di Commissione della Legislazione. Dopo aver preso la parola, concessagli dall’ormai ex collega di partito e presidente del Parlamento Fabio Badasci, Ferrari ha ricordato come sia stato “il settimo leghista non candidato in Governo più votato nell’aprile 2015, come pure di esser riuscito nell'exploit senza aver fatto campagna elettorale”.
Il parlamentare, giunto alla quarta legislatura, ha rimarcato che la scelta di toglierlo dalla commissione “è stata fatta dall’attuale Lega” senza coinvolgerlo. Gli attriti tra Cleto Ferrari e i vertici del movimento sarebbero da porre in relazione alla sua posizione intransigente nei riguardi della tassa sul sacco.
EnCa
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