Ticino e Grigioni

Contadini in rivolta, “guadagniamo troppo poco”

Gli agricoltori svizzeri rivendicano salari equi, mentre i consumatori sono confrontati con prezzi di mercato troppo elevati per i prodotti locali. La chiave? “Riformare la filiera”

  • 11 febbraio, 06:59
  • 25 febbraio, 10:11
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I contadini svizzeri chiedono alla grande distribuzione di riconoscere maggiormente il valore dei loro prodotti, sperando in un rialzo dei prezzi del 5-10%

I contadini svizzeri chiedono alla grande distribuzione di riconoscere maggiormente il valore dei loro prodotti, sperando in un rialzo dei prezzi del 5-10%

Di: TG/RSI Info

Le recenti proteste degli agricoltori in Svizzera e in Europa segnalano un disagio crescente nel settore. Manifestazioni significative si sono svolte negli ultimi giorni anche a Basilea e Ginevra. Tanja Bisacca, presidente dell’Associazione donne contadine ticinesi, esprime la sua frustrazione: “Da anni lottiamo per salari adeguati al nostro lavoro. Attualmente guadagniamo circa 17 CHF all’ora, ben al di sotto di altri settori”.

I contadini svizzeri richiedono alla grande distribuzione di riconoscere maggiormente il valore dei loro prodotti, sperando in un rialzo dei prezzi del 5-10%. Tuttavia, questo potrebbe comportare un incremento dei costi al dettaglio, suscitando preoccupazioni tra i consumatori. “Esiste un lungo processo dalla produzione al consumo. Se fossero aumentati i compensi dalla distribuzione, potremmo migliorare i nostri salari senza impattare sul consumatore finale”, sostiene Bisacca.

L’agricoltura svizzera dipende dai sussidi federali, noti come “pagamenti diretti”. La proposta di ridurre questi aiuti ha provocato forte opposizione tra i contadini. “Questi sostegni sono essenziali”, afferma Bisacca, “non chiediamo aumenti, ma rifiutiamo tagli o riduzioni”. Gli agricoltori chiedono una maggiore valorizzazione del loro lavoro da parte della distribuzione, indicando che un adeguato incremento dei prezzi potrebbe rendere non necessari i sussidi statali.

La sfida si estende al come adeguarsi a normative ambientali sempre più stringenti. “È necessario trovare un equilibrio tra sostenibilità e produzione. Nonostante le difficoltà, ci stiamo impegnando per un avvenire più sostenibile”, conclude Bisacca.

Il Faro: la rabbia dei contadini

Telegiornale 10.02.2024, 20:00

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